Il Tirreno

L’INCHIESTA

Il pm Panichi si complimenta con la Mobile

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 MASSA. Le indagini della squadra mobile di Massa-Carrara cominciarono a giugno 2008, quando al commissariato di Sarzana si era presentata una ragazzina, che aveva svelato uno scenario di orrori quotidiani. «Una vicenda che ci ha toccato nel profondo: quelle ragazze ridotte in schiavitù, in balia di quegli uomini...», aveva confessato Enrico Tassi, capo della Mobile. La ragazzina, allora sedicenne, aveva raccontato del suo incontro avvenuto in Romania con Petru Costantin, di come quell'uomo brutale e risoluto l'avesse minacciata con le armi, sequestrata e portata in Italia. Poi era stata alloggiata in una casa abbandonata a Marina di Carrara, dove l'uomo la la violentava ripetutamente, costringendola a rapporti sessuali spesso non protetti. Non bastava, dal giorno successivo all'arrivo a Marina, la ragazzina era stata costretta a chiedere l'elemosina all'ingresso di alcuni supermercati della zona. L'aguzzino le aveva insegnato poche parole in italiano, quanto bastava per indurre i passanti a lasciare qualche spicciolo.  Da questo racconto aveva preso il via l'inchiesta. «Devo dire grazie alla squadra mobile», ha chiosato ieri il pm Federico Panichi.

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