Finanza
«Continuano con minacce e intimidazioni»
◗
Limprenditore Marco Frediani Il titolare delle Onoranze funebri carraresi si rivolge al prefetto
2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Un anno fa l'attentato: due bombe molotov lanciate, in pieno pomeriggio alla sua agenzia, le Onoranze Funebri Carraresi, a Carrara. Sotto a un condominio. E poi un'escalation di intimidazioni: manifesti strappati, carri funebri danneggiati e telefonate minacciose nel cuore della notte. Questo è quanto l'imprenditore 42enne Marco Frediani, continua a subire da anni. Ormai da quando ha aperto la sua attività, alla Fabbrica, nel dicembre del 2007. Nei giorni scorsi ha raccontato la sua odissea alla commissione comunale di controllo e garanzia presieduta dalla consigliera del Pdl Siliva Vanelli. E da quel tavolo è emerso un impegno concreto: quello i chiedere al più presto un incontro con il prefetto. Per esporre quanto il titolare dell'agenzia di pompe funebri è costretto a subire. E quella che, per l'imprenditore, è divenuta una vera e propria mancanza di sicurezza nella città in cui lavora. Bare rigate, manifesti funebri strappati, gonfaloni pubblicitari che spariscono, macchine di servizio danneggiate e minacce telefoniche: sono solo alcune delle vessazioni con cui in questi anni Marco Frediani ha dovuto convivere. Ha già esposto la sua vicenda, mesi da alla conferenza dei capigruppo. Ora anche nella commissione controllo e garanzia ha esposto la sua difficile situazione: l'impossibilità a lavorare serenamente nella propria città per i continui dispetti che lo perseguitano fin da quando ha cominciato a svolgere la sua attività. Un incubo cominciato nel maggio scorso, quando nel suo esercizio venne lanciata - in pieno giorno da due giovani incappucciati - una bottiglia incendiaria tipo molotov contro la porta-vetrata degli uffici in viale XX Settembre, angolo con via Campiglia. Un attentato che aveva provocato danni ingenti all'agenzia visto che erano andati distrutte due scrivanie, un divano due poltrone, scaffalature con tutti i documenti, due computer, una stampante, tutto l'impianto del telefono e della corrente elettrica, una macchina tipografica per stampare i manifesti. Inoltre sei bare di legno pregiato, casse di zinco, la stoffa per le imbottiture, il carrello per il trasporto delle casse, rotoli di nastri, fiori, e altre attrezzature: tutto distrutto. Anche quasi tutti i vetri delle tre porte. Ma, soprattutto, si era trattato di un avvertimento in piena regola che aveva fatto alzare la soglia d'attenzione da parte del titolare delle Onoranze funebri carraresi. Adesso, a distanza di un anno le intimidazioni continuano. E il titolare dell'agenzia funebre ha deciso di rivolgersi al prefetto. A.V.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
