Finanza
Morto dopo la lite. Luomo ha deciso di non rispondere alle domande degli inquirenti
Baldassari non parla
M.T.
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SCONTRO. Il luogo dove è caduto Arif Omicidio Arif, colpo di scena nell'interrogatorio
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AULLA. Per ora non parla. Nell'interrogatorio di ieri mattina a Massa, Sauro Baldassari, l'uomo accusato di aver ucciso Mohamed Arif nel corso di una lite a coltellate, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del pubblico ministero Raffaella Soffio. Contrariamente a quanto si aspettavano gli inquirenti, che avevano strappato una promessa di collaborazione. Così il legale di Baldassari, l'avvocato Riccardo Ragusa, motiva la decisione: «Siamo venuti a conoscenza di alcuni elementi dell'indagine su cui dobbiamo riflettere bene». Le testimonianze. Ad aggravare la posizione dell'uomo - su cui pesa un'accusa di omicidio volontario - sembrerebbe non esserci "solo" l'autopsia sul cadavere del marocchino, che ha stabilito che la coltellata (quella più forte) inferta al torace ha reciso un'arteria causando un'emorragia. Ci sarebbero anche delle testimonianze, raccolte dalle forze dell'ordine subito dopo la morte di Arif, che incastrerebbero ancora di più Baldassari. Fino a temere, da parte della difesa, un possibile allargamento alla premeditazione di quanto avvenuto lunedì sera davanti al locale Paprika. I nodi. Sul tappeto, in effetti, ci sono parecchie questioni. A partire dall'arma del delitto, che non è ancora stata ritrovata. E poi il pm Soffio, titolare dell'indagine, vuole sapere dove l'uomo ha passato la sue poche ore di latitanza, da chi si è rifugiato quando è scappato a Massa, e perché aveva scelto di fuggire in città dopo lo scontro, avvenuto lunedì sera davanti al Paprika di Aulla, e conclusosi con il decesso di Arif all'ospedale di Pontremoli. Davvero tra i due c'erano questioni di droga, e un debito non pagato di poche centinaia di euro? Oppure il movente era un altro? Tutte questioni a cui Baldassari potrebbe rispondere nell'interrogatorio previsto per la prossima settimana. In questo senso, la difesa torna a garantire massima collaborazione. Nel frattempo, dopo la convalida del fermo da parte del giudice, Baldassari resta in carcere. Assemblea di immigrati. Ad Aulla il clima non si è ancora disteso. Nella comunità marocchina la tensione resta palpabile, e sembra fare altri percorsi rispetto al procedimento giudiziario. Per questo si parla di un'assemblea, da tenersi proprio ad Aulla, per parlare delle questioni legate alle condizioni dei migranti in Lunigiana. «La nostra idea - spiega Bamba Dieye dell'associazione Culture migranti - è far incontrare le persone e tirare fuori i problemi, per mettere le carte in tavola e allentare un po' la tensione. Che in questo momento è elevata. Sappiamo benissimo che non bisogna farsi prendere la mano: quello che è accaduto lunedì sera è un bruttissimo fatto, un episodio singolo, e non può essere usato a pretesto per ribellioni o roba simile. Così come la reazione delle istituzioni non può essere solo quella di mandare le volanti davanti ai bar».
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