Il Tirreno

Il Pd ancora all’attacco: usiamo i soldi per altro

Scale mobili, «irregolarità nella gara per la progettazione»

Un rendering del progetto scale mobili per il castello Malaspina
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Un rendering del progetto scale mobili per il castello Malaspina

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 MASSA. Non si spegne il dibattito sulle scale mobili che dovranno collegare il Castello alla città. Ancora una volta a scendere in campo è il Pd che critica le modalità con cui è stata fatta la gara per la progettazione. «L'amministrazione - scrive la segreteria comunale - ha affidato la gara per la progettazione delle scale al castello Malaspina, ma le modalità ed i criteri che hanno portato alla scelta dei professionisti non sono chiare.  Anche se - prosegue - è forte il sospetto che le decisioni siano state orientate da criteri di appartenenza politica dato che alcuni dei prescelti erano presenti nelle liste elettorali della maggioranza.  In particolare riteniamo che nella procedura di affidamento siano state commesse svariate irregolarità che hanno comportato una potenziale lesione dell'interesse pubblico che è quello di far "gareggiare" offerte concorrenti per spuntare il miglior prezzo».  Poi i democratici scendono nel dettaglio e illustrano punto per punto quello che a loro non torna: «In particolare si evidenzia come sia stato artificiosamente abbassato l'importo del valore della progettazione per poter procedere ad inviti con trattativa privata come spiega, in articoli di stampa, l'assessore Martina Nardi. Non solo - prosegue il Pd - sono stati resi pubblici l'importo e i nomi degli invitati prima della presentazione delle offerte, cosa che si configura come una turbativa d'asta, in spregio alle norme del codice degli appalti (163/2006).  E ancora, si è affidato l'incarico ai cinque professionisti invitati permettendogli la costituzione di una Atp (associazione temporanea professionisti ndr) e sulla base di un'unica offerta che coincide con il valore a base di gara, con violazione delle più elementari norme fondate sul principio della trasparenza e della libera concorrenza.  Per chiarire questi ed altri punti il Pd ha inoltrato una richiesta per l'accesso agli atti. Continuiamo a non capire - proseguono - perché l'amministrazione e la vicesindaco Nardi in particolare si stiano ostinando su un progetto demenziale, osteggiato da associazioni, esperti e semplici cittadini e che, a fronte di costi enormi, non porterà nessun beneficio alla città. Un progetto bocciato dalla Sovrintendenza in quanto in conflitto con i criteri di tutela ambientale, archeologica e paesaggistica e come tale destinato a non essere accolto. Il Pd - concludono - chiederà che la Regione Toscana, pur mantenendo intatto il monte risorse destinato alla città di Massa, impedisca però questo sperpero di denaro pubblico e favorisca lo spostamento delle risorse verso progetti più utili alla nostra città». Le polemiche sulle scale mobili non si placano. Adesso la replica alla vicesindaco.

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