Il Tirreno

Il sindaco furioso: non mi faccio impietosire da questi industriali

Il sindaco Angelo Zubbani e a destra una veduta delle cave
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Il sindaco Angelo Zubbani e a destra una veduta delle cave

Zubbani replica a Caro: dal marmo arrivano pochi soldi e l'occupazione cala, sono questi i problemi della città

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 CARRARA. È polemica a distanza fra il sindaco e il presidente di Assindustria Alessandro Caro. Zubbani non usa parole tenere: «Conosco i dati dell'economia locale, e molto bene, anche se non ero presente alla presentazione del Rapporto della Camera di commercio perché impegnato con l'Ato dei rifiuti a Livorno. Non mi faccio impietosire da chi non ha titolo per chiedere pietà».  Caro: non abbiamo più soldi da dare al Comune. Ad accendere la miccia, dei rapporti già abbastanza tesi fra amministrazione e imprenditori del marmo, è stata una dichiarazione del presidente di Assindustria Alessandro Caro. In sostanza, alla fine della presentazione di un Rapporto economia (quello messo a punto come ogni anno dall'Istitututo studi e ricerche della Camera di commercio) che ha fotografato una crisi pesantissima del lapideo, Caro si era sfogato.  «La situazione è difficile - ha detto - stiamo vivendo uno dei periodi più neri per il settore. Se il sindaco fosse stato presente se ne sarebbe accorto. È impensabile chiederci ancora soldi».  Zubbani: non mi faccio impietosire dagli industriali. Il sindaco Zubbani non ci sta. La presa di posizione del numero uno di Assindustria proprio non gli è piaciuta. E, a distanza, gli risponde con un messaggio molto chiaro.  «Innanzitutto ho letto con attenzione tutto il Rapporto economia della Camera di Commercio - spiega Zubbani - Non ero presente all'illustrazione perché impegnato nella riunione di Ato ma tutti quei dati li conosco bene».  E una volta fatta chiarezza continua: «Non ho affatto cambiato idea su quanto dichiarato in consiglio comunale qualche settimana. E lo ripeto: ci sono pochi introiti rispetto al materiale escavato e l'occupazione nel settore diminuisce smepre di più. Io devo pensare a questo: è su questo che la città esige delle risposte».  E, infine, un messaggio al vetriolo al numero uno della Confindustria apuana. «Gli industriali hanno finito i soldi? Non mi faccio impietosire da chi non ha titolo per chiedere pietà».  Più chiaro di così. A questo punto la frattura fra amministrazione e industriali sembra davvero insanabile.

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