Sicurezza
Arrestato dalla polizia un autotrasportatore di origini siciliane
Violenze alla convivente e cinghiate al figliastro
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MASSA-CARRARA.Violentava la convivente, e picchiava con una cintura anche uno dei due figli che la donna aveva avuto dal primo matrimonio: per questo gli agenti del commissariato di Carrara hanno arrestato, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere (firmata dal gip Giuseppe Laghezza su richiesta del pm Alessandra Conforti), un autotrasportatore di 48 anni, di origini siciliane ma residente a Massa, accusato di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale continuata nei confronti della donna. La storia, andata avanti per anni, è iniziata ad emergere soltanto nel settembre del 2009, quando la donna, 40 anni di Carrara, ha denunciato i fatti al commissariato carrarese. Emergeva così la figura e vero e proprio despota. I maltrattamenti dell'uomo erano all'ordine del giorno, ed in alcune occasioni erano stati posti in essere anche in Sicilia, presso l'abitazione dei familiari di lui, che anzi in quelle circostanze si vantava con la donna del fatto che i suoi parenti non l'avrebbero mai denunciato. In una di queste occasioni l'uomo - secondo il racconto della vittima - avrebbe picchiato selvaggiamente la convivente con numerosi pugni alla testa, impedendole poi di recarsi al pronto soccorso per farsi curare. Anche quando la donna rifiutava di avere rapporti sessuali, oltre a minacciarla di morte l'uomo - secondo la ricostruzione degli investigatori - la picchiava violentemente, obbligandola in tal modo ad andare a letto con lui. La morbosa gelosia nei confronti della donna era giunta al punto che l'uomo le impediva quasi ogni contatto con altre persone, tant'è che l'aveva anche costretta a licenziarsi dal proprio posto di lavoro perché non voleva che incontrasse altri uomini. Inoltre, sempre per gelosia, impediva all'ex marito della donna di avere contatti con i suoi figli, sempre avvalendosi di atteggiamenti ricattatori e minacciosi nei confronti della donna e dei minori. Ma le "attenzioni" dell'autotrasportatore non erano rivolte solo alla donna, ma anche ad uno dei due figli che la stessa aveva avuto da un precedente matrimonio, e che per un certo periodo aveva vissuto con loro: il giovane viveva nel terrore a causa della prepotenza dell'uomo, il quale in diverse occasioni lo aveva percosso sia a mani nude, sia utilizzando una cinghia. L'obiettivo sarebbe stato anche quello di dissuaderlo dal proseguire gli studi, perché a suo dire avrebbe dovuto imparare a "guadagnarsi il pane" lavorando assieme a lui. Atteggiamenti di minacce e violenza continuati da parte dell'uomo - così è stato ricostruito - anche dopo che, a seguito della denuncia della convivente, era stato convocato in Commissariato e perentoriamente invitato ad allontanarsi dall'abitazione; alla richiesta aveva apparentemente aderito di buon grado, per poi invece tempestare di telefonate con gravi minacce la ormai ex convivente, che per tale motivo continuava a vivere nel terrore; motivo per cui l'unico provvedimento cautelare ritenuto idoneo dalla magistratura è stato la custodia cautelare in carcere. L'uomo è stato prelevato nella sua abitazione di Marina di Massa e poi portato in carcere. Questa operazione è soltanto l'ultima in ordine di tempo portata a termine dal Commissariato di Carrara, che negli ultimi tempi si è dovuto occupare di numerosi casi di altrettanta gravità relativi a reati commessi in ambito familiare in danno spesso di soggetti deboli, quali donne, minori ed anziani.
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