Il Tirreno

La crisi minaccia l’expo, e Marmotec diventa evento. Libri con la copertina di marmo

Fiera, più idee che blocchi

Cinzia Carpita
Una panoramica del complesso espositivo dove si svolge Marmotec
◗
Una panoramica del complesso espositivo dove si svolge Marmotec

Imm getta l'amo a designer, architetti, visitatori mai venuti

2 MINUTI DI LETTURA





 MARINA DI CARRARA. «Sarà una fiera Marmotec straordinaria, una fiera evento»: così la definiscono il presidente di Imm, Giorgio Bianchini e il direttore Paris Mazzanti. In pratica nella 30ª edizione (19-22 maggio) che sarà inaugurata dal presidente della Regione Enrico Rossi, la parte espositiva paradossalmente passa quasi in secondo piano, rispetto a convegni, mostre, maxi volumi sul marmo.  Fra le chicche dell'edizione 2010: a convegno i più grandi designer italiani; critici d'arte, il premio alla tecnologia per il design più avanzato; 5mila dei 2000 volumi stampati sul premio Maa (uso dei marmi in architettura) avranno la copertina in marmo sottile di 2 millimetri; l'attesissima mostra di cento opere firmate Angelo Mangiarotti. Un volume fotografico sulla storia della fiera; serate-spettacolo in piazza Alberica; il catagolo dei marmi toscani e apuani; Nove "pezzi" in marmo di alto design, che poi andranno a giugno in mostra a Savona.  E allora la domanda è d'obbligo ai vertici Imm: la crisi che investe anche il mondo del lapideo rischia di affievolire l'afflusso di visitatori, per cui si ricorre agli eventi "collaterali" (per modo di dire, visti i grandi nomi) per richiamare il pubblico?  La risposta di Bianchini e Mazzanti: «Giriamo il mondo, e vediamo che tutte le fiere ormai si configurano come eventi non più solo espositivi. Per attrarre visitatori, e allinearsi al business. Ma il contatto diretto fra operatori ed espositori resta importantissimo, per cui: la fiera non è sostituibile ma deve essere attraente. Siamo usciti dal guscio».  Gli operatori tradizionali sanno già dove andare: nei padiglioni delle tecologie o in quelle della materia prima. Ma è un ulteriore flusso di visitatori che Marmotec vuole calamitare: quello di architetti, progettisti e designer.  Viene cioè capovolta la filosofia della fiera: un tempo il visitatore andava a vedere i prodotti esposti e poi pensava "come posso impiegarli in architettura o nell'arredo urbano?". Oggi, poiché la crisi impone altre strategie per blandire il consumatore, gli si offre una vasta gamma di eventi informativi: sulle tipologie dei lapidei, sulle loro caratteristiche, sui metodi di utilizzo. Lo si conquista e lo si incuriosisce attraverso mostre di alta qualità, e convegni con i big della creazione, finché la tappa negli stand, a vedere il blocco, la lastra o il prodotto finito, diventa forse quella finale ma carica di conoscenze preventive che stuzzicano le scelte del designer o dell'architetto. E così il marmo viene visto sotto una luce diversa, diviene più appetibile. E' la sfida di Marmotec 2010. «Cerchiamo visitatori mai venuti in fiera», dice Bianchini «e le dimensioni non enormi di Marmotec sono un vantaggio, per la serie "piccolo è bello"».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa