Il Tirreno

Stragi naziste, la palla alla Corte dell'Aja

Marco Landini
<b>RICORDO.</b> Il cippo dedicato ai martiri dell&#146;eccidio nazista di San Terenzo Monti
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RICORDO. Il cippo dedicato ai martiri dell’eccidio nazista di San Terenzo Monti

La rabbia dei parenti delle vittime: «Il Governo si è schierato contro i suoi cittadini»

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 FIVIZZANO. Dovrà essere la Corte internazionale dell'Aja a ridare speranza ai parenti e ai superstiti delle vittime civili delle stragi naziste in territorio fivizzanese. Perché il decreto legge fatto approvare del Governo, di fatto, impedisce le rivalse contro gli stati sovrani, in questo caso la Repubblica federale tedesca che è erede dello stato nazista.  E' contenuto nell'articolo 1 del decreto legge numero 63 del 28 aprile 2010, infatti, il provvedimento che di fatto sospende l'efficacia dei titoli esecutivi nei confronti degli Stati internazionali.  «Allorché - si legge nel provvedimento a firma del Presidente delle Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio e dei Ministri degli Affari esteri e della Giustizia - sia pendente un giudizio dinanzi a un organo giudiziario internazionale diretto all'accertamento delle propria immunità dalla giurisdizione italiana».  Con questo decreto legge, dunque, non c'è dubbio che viene congelata la possibilità per i superstiti e i famigliari delle vittime delle stragi nazifasciste di Bardine e Valla di San Terenzo Monti, Gragnola, Vinca e Fosdinovo di poter proseguire l'iter per ottenere un risarcimento dalla Germania, che come si ricorderà il 25 giugno del 2009 venne ritenuta responsabile civile dei crimini commessi dai propri soldati nel territorio fivizzanese, nel 1944, dai giudici del Tribunale militare di Roma.  E la sospensiva, così come stabilisce il decreto legge, avrà durata finché non sarà la Corte internazionale di Giustizia dell'Aja ad esprimersi valutando la possibilità che i superstiti e parenti delle vittime civili possano agire direttamente nei confronti di uno Stato sovrano, in questo caso la Repubblica Federale Tedesca, erede dello Stato Nazista. La Germania era infatti ricorsa alla Corte internazionale dell'Aja dopo che la Cassazione italiana l'aveva condannata a risarcire in maniera definitiva i parenti delle vittime della strage di Civitella Val Di Chiana.  Tornando al territorio fivizzanese, quindi, per le 44 persone, fra superstiti e famigliari delle vittime delle stragi di San Terenzo Monti, Vinca, Gragnola e Fosdinovo, che si erano visti riconoscere, dal Tribunale militare di Roma, il diritto di ricevere una provvisionale dallo Stato Tedesco, che per persona variava dai 30 mila ai 230 mila euro, non rimane che aspettare il giudizio della Corte dell'Aja.  In attesa rimangono anche i Comuni di Fivizzano e Fosdinovo, anch'essi riconosciuti dal Tribunale militare parti offese, senza però vedersi riconosciuta al momento alcuna provvisionale.  «Una cosa inaspettata e molto grave - è il commento del delegato comunale alle stragi Mimmo Colonnata - questo decreto legge di fatto modifica in corso d'opera un aspetto giuridico intrapreso dopo la sentenza del Tribunale di Roma. Il Governo italiano ha cambiato le carte in tavola a partita iniziata, e anziché farsi arbitro delle istanze dei suoi cittadini si schiera contro di loro. Un'ennesima beffa per i cittadini che in questo caso sono persone che hanno subito enormi danni materiali e morali a seguito dell'uccisione di nonne, nonni, madri, padri, sorelle e fratelli e che hanno un diritto sacrosanto ad essere risarcite».  Una questione, che considerati gli aspetti internazionali, al momento appare di non facile soluzione.

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