La manifestazione
Rossi: Eaton abbassi le sue pretese
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Lassemblea con Enrico Rossi alla Eaton «Quest'area è dei lavoratori, non ci piace il capitalismo irresponsabile»
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MASSA. «Eaton deve abbassare le pretese sul costo delle aree, si parla di 10, 6 milioni, ebbene devono essere molti di meno. Deve farlo: la multinazionale ha lasciato sul territorio una ferita pesante. Quest'area è dei lavoratori e non ci piace questa forma di capitalismo che non risponde socialmente di quello che fa». Infiamma l'affollatissima assemblea dei lavoratori Eaton il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Evoca, Rossi, la battaglia di Pontedera (di cui, al tempo, era sindaco) per evitare l'abbandono della Piaggio. «Battaglia vinta grazie anche all'unità tra lavoratori e istituzioni, che è fondamentale anche in questa vertenza», sottolinea per poi ribadire che «il futuro della Toscana passa attraverso il rilancio dell'attività manifatturiera; questo è il primo punto del nostro programma di governo». Applausi scroscianti per il governatore della Toscana che all'invito di Fim, Fiom e Uilm di far sentire il suo impegno per sostenere l'economia apuana (dove si registra - sono dati freschi del Rapporto economia Isr - un tasso di disoccupazione dell'11,2%, il doppio della media regionale) risponde con un convinto: «Su questi temi ci sono e ci sarò sempre». La Regione, dice in sostanza Rossi, la sua parte l'ha fatta. Ha messo a disposizione dei potenziali investitori interessati alla re-industrializzazione, un contributo di 6000 euro per ogni lavoratore reintegrato, fondi per la formazione-riconversione dei dipendenti «praticamente illimitati»; fondi per la ricerca, sostegno al credito con l'intervento di Fidi Toscana. «Se sarà necessario - aggiunge - cercheremo altre forme, come accordi di programma specifici e sulle infrastrutture». Ma adesso, incalza è tempo che anche Roma faccia la sua parte: «Il ministro Scajola è stato inseguito per due anni da Martini, ma in Toscana non si è mai fatto vedere. Domani chiamerò direttamente il sottosegretario Gianni Letta per sollecitare un suo intervento sulle vertenze apuane». C.F.
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