Il Tirreno

Turismo. Inutile il ripascimento, il mare si è riportato via tutta la sabbia. In settimana un’altra mareggiata

Niente spiaggia, stagione a rischio

Chiara Sillicani
<b>ANCORA DISTRUTTO.</b> Il lido del Carabiniere
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ANCORA DISTRUTTO. Il lido del Carabiniere

A Ronchi c'è chi dice "no" ai clienti storici: poco posto per gli ombrelloni

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 MARINA DI MASSA. Hanno sperato nei primi effetti dei lavori antierosione, hanno contato sul ripascimento d'urgenza e chiesto clemenza al tempo. Ma pioggia e mareggiate non hanno dato tregua e adesso Ronchi è in ginocchio. Più di quanto non fosse quest'inverno: il mare ha divorato tonnellate di sabbia e l'estate, nonostante il maltempo, è alle porte. Un raggio di sole e i turisti si metteranno in coda, lungo l'autostrada, per qualche giorno di relax sulla costa.  E Ronchi non potrà accoglierli a braccia aperte. E qualcuno pensa di dover dire addio ai clienti. Al bagno Roma l'acqua si è portata via 20 metri di spiaggia, si è insinuata fin sotto la passerella di cemento che accompagna alla spiaggia. Impensabile piantare file di ombrelloni e tende. Il bagno aprirà i battenti, ma i titolari dovranno salutare parecchi clienti storici. «Sono stata costretta a rinunciare al 50% dei miei ospiti - racconta Susanna Bertelloni, titolare del bagno». Famiglie che si consideravano di casa allo stabilimento e che lo frequentavano da anni. Molte di fuori e la cosa fa riflettere: perché se i turisti cominceranno a sentirsi dire "no" potrebbero ripensare alla loro scelta di trascorrere le vacanze sul litorale apuano.  Davanti al bagno Roma, improvvisamente, uno scalino interrompe la spiaggia, il mare continua ad erodere e quel dislivello aumenta sempre di più. A fare da confine tra il Roma e lo stabilimento accanto è un lungo un geotubo, diventato la parete di una grande vasca che si è formata a pochi metri dalla riva. I bagni a ponente di quel geotubo hanno acquistato qualche metro di sabbia. Si nota passeggiando sulla battigia: la terraferma ha vinto sul mare, poi, proprio di fronte allo stabilimento "Roma", un buco sulla riva e molta meno spiaggia.  Ricciardo Ansani è il titolare del bagno Delfino, a Ronchi. Nei suoi ricordi di uomo di mare una spiaggia così ridotta non c'è. «Apriamo e andiamo avanti - si fa coraggio - ma è davvero dura».  Una piccola barriera di sabbia dovrebbe proteggere il bagno dalle mareggiate, ma l'acqua, anche recentemente, è arrivata sotto le cabine e oltre la casina di legno. Per non parlare del bagno Palmo di Enzo Sermattei che questo inverno ha rischiato il crollo. Impossibile piantare ombrelloni, il mare lo "guarda" da vicino.  Il Lido del Carabiniere è ancora distrutto: cemento, mattonelle e resti di legno sono in spiaggia. All'Ida, dopo il cedimento di dicembre, la veranda è stata ricostruita, ma il mare è tornata a lambirla. È inverno sulla spiaggia: neanche un ombrellone e l'atmosfera ricorda quella di una grigia mattina dello scorso gennaio quando vento e mareggiate hanno ferito e, in alcuni casi distrutto, gli stabilimenti. Il ripascimento è iniziato: parte della sabbia del Versilia è stata dragata e portata a Ronchi. Ma anche quelle tonnellate di granelli se ne sono andate: il mare ancora una volta ha fatto indigestione. La draga domenica ha lavorato, ma il maltempo non ha dato tregua. Impossibile proseguire. E i bollettini parlano chiaro: entro il fine settimana sulla costa si abbatterà una potente mareggiata.  E altra spiaggia se ne andrà. Il 30 maggio scade l'autorizzazione per il dragaggio del Versilia e il 15 giugno scatta l'apertura obbligatoria dei bagni. Viene da chiedersi come Ronchi possa affrontare la prossima stagione balneare.

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