Il Tirreno

Il caso del lavoratore che preparava le nozze della figlia durante il periodo di malattia

«Legittimo pedinare il dipendente»

Claudio Figaia
La Barsanti Macchine Fosco Barsanti e, sotto, un corteo operaio
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La Barsanti Macchine Fosco Barsanti e, sotto, un corteo operaio

Barsanti si difende: la legge ce lo consente, ma non siamo anti-operai

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 MASSA. Pedinare il dipendente in malattia ma visto a giro per strada? «Legittimo, pienamente legittimo». Fosco Barsanti, della Barsanti Macchine, non ha dubbi: quella dei sindacati (che ieri hanno fatto due ore di sciopero contro questo provvedimento) è una battaglia sbagliata. Perchè, dice, «il nostro non è un comportamento anti-sindacale, e questo è un caso personale».  Non ci sta, il Barsanti a passare da "intimidatore" dei suoi operai: la sua è una famiglia di tradizione socialista (nonno Achille, in particolare, fu figura di spicco del socialismo risorgimentale), lui stesso professa idee di progresso e neanche gli passa per la testa che il suo possa essere considerato un comportamento anti-operaio.  No, per lui, la storia è tutt'altra. «Avevamo ricevuto - spiega - una telefonata anonima che ci informava che questo nostro dipendente, assente per malattia, usciva di casa e circolava liberamente. Abbiamo così avuto un sospetto, legittimo, e per questo abbiamo inviato una lettera di contestazione a questo signore. Il quale ci ha risposto chiedendo un incontro con sindacati e azienda per spiegare la situazione. Abbiamo fissato l'incontro ma nessuno si è presentato. Poi, il dipendente ci ha mandato un altro certificato medico e poi un terzo. Tutti i andavano da lunedì al venerdì. sabato e domenica guariva e il lunedì si riammalava...».  Elementi sufficienti, sostiene Barsanti, per vederci meglio. Partono così i controlli per accertare quella voce anonima che aveva fatto la prima segnalazione. Un'agenzia investigativa, nel giro di qualche settimana mette sulla scrivania dei dirigenti un dettagliato rapporto in cui si elencano dieci episodi diversi in cui il lavoratore è stato visto fuori casa a fare la spesa o a organizzare le nozze della figlia. «Era nostro diritto fare questi accertamenti - ribadisce Barsanti -. Le regole impongono che, quando c'è una contestazione, si deve rispondere. Il dipendente non lo ha fatto e noi siamo andati a verificare i nostri sospetti. Ci sono sentenze della Cassazione che affermano la legittimità, da parte del datore di lavoro, di appurare la veridicità dei comportamenti del dipendente, e riconoscono come lecito il ricorso all'investigazione privata».  «Guardi - dice ancora Barsanti - se i sindacati avessero risposto alle contestazioni non saremmo a questo punto. Invece, hanno deciso di creare un caso, di intimidire i dirigenti andando ai giornali. Ci sono milioni di lavoratori seri, onesti, impagabili dal punto di vista della professionalità della dedizione; e ci sono malandrini. Questa distinzione dovrebbero farla anche i sindacati, mi pare...».

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