Il dolore
La grande crisi
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Il palco dei relatori alla Camera di CommercioDisoccupazione da record al 12%
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CARRARA. C'è la crisi, quella vera. E il presidente della Camera di commercio Norberto Ricci, famoso per le sue «tirate di orecchie» alle amministrazioni e agli industriali, diventa più buono. Nessuna sveglia al territorio ma, nella sua introduzione al Rapporto economia curato dall'Istituto studi e ricerche della Camera. Ma la constatazione, avvalorata anche dal direttore dell'Isr Alberto Ravecca che esiste un «caso Massa Carrara». Perché nel territorio i segnali negativi sono davvero parecchi. Solo un passaggio «vecchio stile» per Ricci: quando dichiara che: «Se il sindaco di Carrara si è detto disposto a salire sul tetto del Ministero per sbloccare la situazione del Sin, che tiene in scacco la zona industriale - ha detto il presidente della Camera di commercio - dovrebbero andarci anche tutte le associazioni che vivono sulla loro pelle le difficoltà legate ai ritardi sulle bonifiche». Il professor Bonaccorsi dell'Università di Siena prova a dare una ricetta: puntare sul terziario e non più solo sul manifatturiero. Ma, intanto, anche dal turismo non arrivano dati confortanti: a Carrara si è registrato un -18,5% di presenze ufficiali nell'alberghiero. E, a livello di occupazione, quella attivata nella provincia è stata di un centinaio di unità in meno dell'anno precedente. I numeri della crisi. Un lungo elenco di numeri. Sparati con la sintesi e la precisione che caratterizza io grande lavoro svolto dall'Isr. Settore per settore predominano i segni negativi. Si comincia dalla disoccupazione recordo: al 12% in provincia. Il tasso più alto degli anni duemila e in crescita dell'1,3%. E a rendere il quadro ancora più preoccupante arriva un altro dato: l'11,8% degli occupati lavora meno di 10 ore la settimana. Sul fronte lavoro e occupazione sono significativi anche i numeri della cassa integrazione: quella ordinaria per mancanza di lavoro è al +740,7%. Il settore più colpito è quello dell'industria, soprattutto meccanica. Marmo: tengono solo i blocchi. È uno dei settori più importanti della provincia: nel rapporto economia viene fotografata la sua crisi. Le esportazioni calano del 13%. Ad avere la peggio, alla faccia della filiera, sono il marmo e i graniti lavorati (-19%) mentre marmo grezzo, sabbia e argilla hanno il segno positivo (+4,7%). La solita storia: anzi, come ha ricordato Norberto Ricci nel suo intervento: «Se prima andavano in Cina un blocco ogni quattro, nel 2009 uno ogni tre». Il crollo del porto. Nei primi mesi del 2010 le cose vanno un po' meglio. Ma il 2009 è stato uno degli anni più terribili per il porto. La movimentazione totale, secondo i dati del Rapporto economia, è calata del -21%, il peggior risultato dagli inizi degli anni Ottanta. Gli imbarchi sono al -2% e gli sbarchi al -35%. Da segnalare il crollo dei traffici di granulato di marmo: in valore assoluto si parla di 136mila tonnellate, pari a -35%. Cantieristica: produzione e fatturato a picco. I numeri parlano chiaro. Nella cantieristica la produzione è in calo del 18,8%. E il fatturato del 15,5%. Ma nelle attività industriali tutti i settori hanno andamento negativo: dalla meccanica (-19% di fatturato) fino al tessile a abbigliamento dove si registra un -21% di produzione e un -20% di fatturato. Mor: ecco perché non ci sono commesse. L'amministratore delegato di Nca ha assistito con attenzione a tutta la presentazione del Rapporto economia. Di fronte ai dati della crisi dell'industria commenta: «È una situazione difficile, per tutti - dice - Proprio per questo lo sforzo comune deve essere quello di tenere in piedi il cantiere. Delle aziende del gruppo Fincantieri ben 5 sono andate in cassa integrazione prima di noi, adesso dobbiamo cercare di andare avanti con un percorso di sinergia». In questo modo l'ingegner Mor getta acqua sul fuoco delle polemiche e manda un messaggio di distensione. Anche a proposito dell'episodio di una settimana fa, quando le Rsu lo hanno lasciato per mezz'ora fuor dai cancelli. «È una questione risolta - dichiara - La cosa importante è che abbiamo parlato del futuro dell'azienda e adesso più che mai bisogna cercare di andare tutti dalla stessa parte». «Qui i toni sono sempre molto accesi - conclude Mor - Ho lavorato in tanti altri posti, non mi è mai capitato di essere così spesso sui giornali». A.V.
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