Sicurezza
I PRECEDENTI DEL RICERCATO
Denunce, evasioni domiciliari risse, arresti, lesioni
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AULLA. Entrambi i protagonisti del mortale litigio avvenuto lunedì sera hanno precedenti specifici con la giustizia, di fatto collezionando una lunga serie di reati. Il marocchino Mohamed Arif era già stato pizzicato dalle forze dell'ordine, per reati relativi allo spaccio di droga. Per lui anche il reato di clandestinità. Anche il fratello, Mustafà Arif, era rimasto impigliato nella rete tesa dai carabinieri, però in maniera più vistosa: la scorso luglio, infatti, nell'ambito dell'operazione "Testarolo" vennero arrestate 24 persone (tra cui l'altro Arif) con l'accusa di spaccio di droga in pub e ristoranti. Un clan ben organizzato in cui convivevano italiani, marocchini e albanesi. Discorso diverso per il 53enne aullese, cui carico ci sono molte denunce e arresti. Nel 2004 inizia quella che si può dire la carriera malavitosa dell'aullese, di fatto coinvolto in una rissa e per questa denunciato anche per lesioni. Due anni dopo, e siamo al 2006, l'uomo viene arrestato per spaccio di droga. Ottiene gli arrsti domiciliari dai quali però evade nello stesso anno. Nel 2007 due nuovi fermi, sempre inerenti alla droga. Nello stesso anno, l'aullese in questione viene denunciato per lesioni. Colui ora ricercato, ha gestito per un certo tempo, parecchi anni fa, un locale tipo pub alle porte di Aulla. E in città c'è chi mormora di antiche amicizie (forse mai rinverdite) tra l'uomo in questione e personaggi di rilievo, tra cui anche politici. Tutto da verificare, almeno fino a quando non verrà resa pubblica l'identità del ricercato e le sue eventuali responsabilità con la lite sfociata in tragedia di lunedì sera. F.P.
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