Il Tirreno

Borghini e il progetto Carrarese

A.V.
Paolo Borghini
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Paolo Borghini

Il big del calacata apre uno spiraglio per il futuro della società azzurra: un industriale da solo ora non ce la fa, tutti insieme forse sì

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 CARRARA. «Va alla Camera di Commercio? Ci sono tutti gli industriali, quelli importanti. Gli chieda un po' se prendono la Carrarese». Questa la domanda ricorrente, nei bar e al parcheggio in piazza Due giugno, prima di entrare nella sala di rappresentanza gremita della Camera. Nel giorno in cui si canta il «de profundis» per molti settori produttivi della provincia, la gente si interroga anche sul futuro del pallone nella nostra città. Forse proprio per allontanare lo spettro di una situazione che conta una disoccupazione a livello record e una valanga si segni «meno» sugli indicatori di sviluppo.  L'economia si intreccia a doppio filo allo sport: perché quello che la città vuole sapere è se qualcuno degli industriali si prenderà a cuore il futuro della squadra di calcio. Perchè anche questo è un segnale di speranza.  E alla fine si apre uno spiraglio.  «La Carrarese? Ci vuole un progetto serio, portato avanti da gente del mestiere, che se ne intende. Noi, poi possiamo fare la nostra parte».  A dirlo è il big del calacata, l'industriale del marmo Paolo Borghini (nella foto).  Una voce che, all'interno della prestigiosa platea della Camera di Commerico, in occasione della presentazione del Rapporto di economia, al momento però non trova troppi consensi. Perché sulla società azzurra si erano espressi prima il presidente della Cooperativa Gioia, Anselmo Ricci: «In questo momento ci sono altri problemi» si era limitato a dichiarare.  Sulla stessa linea il presidente degli industriali Alessandro Caro: «La situazione è difficile, e ne abbiamo avuto la riprova con i dati del rapporto economia. È difficile ora parlare di calcio, ma se qualche imprenditore si sente di farlo pieno rispetto per il suo impegno».  Insomma, con la Carrarese in serie D, l'appello agli imprenditori del marmo, sembrava destinato a rimanere a mezz'aria.  Fino ad oggi. Perché a dare un briciolo di speranza sul futuro della squadra della città è l'imprenditore Paolo Borghini.  «La Carrarese in D? - dichiara Borghini - È un segnale importante, forse significa che la città se la deve anche meritare una squadra di calcio in categoria superiore». Insomma una vera bacchettata alla categoria. Ma Borghini aggiunge.  «Qui non ci sono grandi industriali che da soli, in momenti come questo, possano prendersi a carico le sorti della Carrarese - continua - Ma siamo in tanti e credo che, di fronte a un progetto serio portato avanti da una persona del mestiere, si potrebbe dare una mano».  Insomma il signore del calacata apre alla possibilità della famosa cordata degli industriali carraresi: la scelta che, da tempo ormai, è vista come l'unica in grado di dare una boccata d'ossigeno alla società azzurra.  Ma Borghini aggiusta anche il tiro sulla «chiamata alle armi» ai colleghi imprenditori. «Ora è difficile tirare fuori i soldi, e questo vale per tutti - continua - E si può ben comprendere che la Carrarese per chi si trova in difficoltà è l'ultimo dei problemi. Ma è anche vero che solo con l'unione di più imprenditori si può pensare a un progetto per la squadra della città. È semplice: ci vorrebbe un personaggio che viene dal mondo del pallone, e che è addentro alle questioni. E, attorno a lui un'iniziativa che riesca a coinvolgere il maggior numero di imprese, mettendole tutte sullo stesso piano e facendole sentire tutte importanti».

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