Il Tirreno

L’aggressore è un 50enne di Aulla verso il quale il magrebino era in debito di circa 200 euro forse per motivi di droga

Accoltellato in una lite, muore all'ospedale

Fabrizio Palagi
Mohamed Arif il marocchino morto all’ospedale
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Mohamed Arif il marocchino morto all’ospedale

Forse un arresto cardiocircolatorio la causa del decesso di un 31enne marocchino

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 AULLA. Morto dopo la lite scatenatasi all'esterno del Paprika, poco distante dal casello autostradale. Mohamed Arif, marocchino 31enne, clandestino, da alcuni anni in Italia, ha cessato di vivere nella serata di lunedì scorso, poco dopo il suo arrivo nell'ospedale di Pontremoli dove era giunto a bordo di un'autoambulanza della Pubblica Assistenza di Aulla.  Il magrebino aveva avuto un acceso diverbio con un lunigianese, adesso ricercato dai carabinieri, durante il quale era stato accoltellato.  Ferite leggere, almeno così sono apparse in un primo momento, o comunque non gravi da mettergli a rischio la vita. Invece, meno di un'ora dopo l'alterco, Mohamed Arif è morto mentre veniva ricoverato al Sant'Antonio Abate, forse per arresto cardiocircolatorio. Sarà comunque l'autopsia a stabilire le cause del decesso.  I carabinieri, subito accorsi sul luogo della lite, hanno raccolto le prime testimonianze e attualmente sono ancora alla ricerca di colui che avrebbe colpito il marocchino, prima con pugni e spintoni e poi con alcune coltellate inferte con una lama corta.  Secondo i militari, l'aggressore sarebbe un aullese di 53 anni, già noto alle forze dell'ordine, con precedenti legati alla droga.  Ma ecco la ricostruzione dei fatti eseguita dagli uomini coordinati dal capitano Antonio Ciervo, comandante della compagnia carabinieri di Pontremoli.  Attorno alle 19 di lunedì scorso, Mohamed Arif stava eseguendo dei lavoretti all'esterno del Paprika, a quell'ora chiuso. Assieme a lui c'erano altre due o tre persone, tra italiani e stranieri.  A un certo punto è arrivato l'aullese in questione, accompagnato da una donna.  Subito dopo, tra Arif e l'altro uomo si è scatenata una furibonda lite, costellata da urla, pugni e calci. E durante la quale è comparso un coltello di piccole dimensioni con cui è stato colpito il nordafricano. Arif è stato ferito alla clavicola e a un lato del costato: ferite non profonde, ma sufficienti a causare l'uscita di molto sangue.  Dopo essersi divincolato, Arif si è allontanato a piedi verso il centro città, barcollando e sorretto da un altro straniero suo conoscente.  Ma poche decine di metri dopo, all'altezza del supermarket Lidl, il marocchino è caduto a terra dove è rimasto fino all'arrivo dei soccorsi sanitari. Ed è stato lui stesso, prima di cadere esanime, a telefonare al 118 e ai carabinieri, invocando aiuto.  All'arrivo dell'ambulanza, la corsa verso l'ospedale di Pontremoli, purtroppo inutile dato che Mohamed Arif è morto proprio all'arrivo al Sant'Antonio Abate.  Nel frattempo l'aggressore si era dileguato. I carabinieri, ascoltati alcuni presenti ai fatti, sono in breve risaliti alla sua identità e quindi, essendo l'uomo a loro ben noto, si sono recati presso la sua abitazione, in piazza Giromini. Ma dell'uomo non c'era traccia: nella casa è stata trovata solo la sua conoscente, anche lei lunigianese. A questo punto è scattata la caccia all'uomo, condotta in primis dai carabinieri del Radiomobile e della stazione di Aulla, comunque coadiuvati dai colleghi di tutta la Lunigiana.  Malgrado la notte ormai incipiente, le ricerche sono state estese sia presso le abitazioni di parenti e amici del 53enne aullese che nelle zone in gradi di offrire rifugi occasionali, tipo ruderi o case abbandonate.  La notizia di quanto accaduto ha iniziato a espandersi in città e pare che qualcuno, appresi i fatti, si sia presentato spontaneamente ai carabinieri, dichiarando di essere stato contattato telefonicamente dal ricercato, evidentemente in preda al panico e quindi alla ricerca di aiuto.  Le ricerche sono continuate per tutta la giornata di ieri, non dando però frutti.  Tornando ai motivi che hanno scatenato il violento alterco tra Mohamed Arif e il lunigianese, gli inquirenti ritengono che forse sia legato allo spaccio di droga. Forse tra i due era rimasto in sospeso un pagamento e, dopo vani solleciti da una parte o dall'altra, si è giunti allo scontro diretto.  Ci saranno poi da chiarire le cause che hanno portato Arif alla morte: le ferite provocate dal coltello, un arresto cardiocircolatorio conseguenza dello spavento, oppure ancora uso di alcol e droga?  Soltanto il medico legale incaricato di effettuare l'autopsia potrà fornire risposte ai tanti quesiti.  A tale proposito, gli esami autoptici sul corpo del magrebino verranno eseguiti nella giornta odierna.  Forse in concomitanza, così almeno sperano i carabinieri del comando compagnia di Pontremoli, con il fermo dell'uomo residente ad Aulla e attualmente ricercato, ritenuto essere l'aggressore dei Mohamed Arif.

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