Sicurezza
Villafranca, che record: 249 verbali a testa
M.T.
◗
SINDACO. Pietro Cerutti A destra lautovelox contestato Il sindaco: «L'autovelox? Depotenziato». Ma il T-red sarà riacceso
2 MINUTI DI LETTURA
VILLAFRANCA. L'autovelox della discordia. Un vero e proprio satanasso temuto dagli automobilisti, che scatenò polemiche a non finire. Ora, però, assicura il sindaco Pietro Cerutti, la minaccia è stata depotenziata. «L'abbiamo spedito fuori dal centro abitato, e l'abbiamo tarato a 75 chilometri orari», dice il primo cittadino di Villafranca. Con oltre 1 milione e 200mila multe, 249 per abitante, nel 2008 il piccolo Comune lunigianese è entrato tra i "magnifici" 30, cioè i Comuni che hanno avuto i maggiori introiti pro capite dalle contravvenzioni. In parole povere, siamo sulle centinaia di migliaia di euro, nonostante nessuno di questi Comuni superi i 5mila abitanti. Quattromilaottocento, nel caso di Villafranca. Cerutti, però, quando c'è stata la "mattanza" non guidava l'amministrazione. «Abbiamo ereditato una gestione scriteriata, quella di Lucio Barani - dice - si spendeva e si spandeva, e ovviamente per recuperare si ricorreva con forza alle multe. Questo ha causato una pioggia di contravvenzioni, e di conseguenza una montagna di ricorsi». Il nemico principale era proprio quell'autovelox. Nel 2008, ricorda il sindaco, era stato tarato a 63 chilometri orari ed era stato piazzato a due passi dal centro. Faceva vittime a go go. E non solo lui. «Avevamo anche un telelaser e un autovelox mobile - dice Cerutti - il nostro era un Comune ben fornito. E poi c'è pure un T-red all'incrocio principale del paese, che ora è disinserito». Trattasi del famigerato meccanismo che sanziona automaticamente chi passa col rosso. E che verrà presto riattivato. Così la spiega Cerutti: «Quell'incrocio è troppo pericoloso, vicino al centro. D'altra parte, anche se abbiamo un piccolo record di contravvenzioni non è mica detto che dobbiamo smettere di farle». Questo è sicuro. Ma il T-red è uno degli apparecchi più contestati degli ultimi anni. Ci sono state valanghe di ricorsi, indagini della magistratura. Troppe volte il tempo di durata del giallo è stato cronometrato in appena 4 secondi, quindi palesemente fuori legge. «Ci staremo attenti. Vi assicuro che il giallo non durerà 4 secondi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
