Il Tirreno

Rubano soldi e documenti ad un clochard

Luigi D’Onofrio davanti alla sua roulotte
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Luigi D’Onofrio davanti alla sua roulotte

I ladri hanno forzato la serratura della sua roulotte

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 MASSA. Ha subìto in poco meno di una settimana due furti ed un atto di vandalismo. Luigi D'Onofrio, 56 anni, clochard originario di San Severo nel foggiano, da 5 anni in città, è stanco ed ha paura. «Sono arrivato a Massa e sono stato accolto dalla comunità in maniera incoraggiante. Sono sempre stato aiutato e spesso, in cambio di lavoretti, ricevo qualche euro che, assieme a quanto riesco a racimolare con l'elemosina, mi permette di vivere in maniera autonoma. Da un paio di anni dormo in una roulotte, in un piazzale adiacente un supermercato. Fino allo scorso anno - racconta - pagavo circa 100 euro al mese, ma recentemente il direttore del magazzino mi ha autorizzato a parcheggiare gratuitamente in cambio di una sorta di controllo notturno dell'area. Non ho mai avuto problemi con nessuno - continua - a parte un piccolo episodio di qualche estate fa quando sono intervenuto a Marina di Massa per difendere un ragazzino aggredito da alcuni marocchini ai quali aveva negato una sigaretta. Vivo in città e mentre di giorno esco per chiedere l'elemosina o svolgere qualche piccola occupazione, di notte riposo in roulotte. Negli ultimi giorni però - conclude il clochard - ho subito due furti con scasso ed un atto di vandalismo che mi preoccupano non poco. Sono stati compiuti in pieno giorno. I ladri hanno forzato la serratura della mia roulotte e mi hanno rubato una piccola somma di denaro e successivamente qualche piccolo oggetto ed i documenti, sia quelli personali che quelli del caravan. Dopo un paio di giorni, sempre di pomeriggio, qualcun altro ha nuovamente forzato la serratura e ha danneggiato alcuni oggetti ed il misero arredamento della mia cameretta. Ho fatto denuncia ai carabinieri ma per adesso non è stato possibile individuare i responsabili. Non mi sento tranquillo. Numerosi sono stati gli episodi di aggressione a clochard - commenta dispiaciuto - da parte di giovinastri che infliggono sevizie ai cosiddetti invisibili solo per il gusto di vederli soffrire. È vero che a Massa non ci sono problemi di intolleranza, ma io, ugualmente, sollecito le istituzioni affinchè vogliano chiarire al più presto le responsabilità di tali condotte persecutorie». La nostra città non ha tradizioni di insofferenza, avversione od ostilità tali da poter indirizzare le indagini verso precisi ambienti. È come un grande paese nel quale la comunità è sempre aperta a nuove conoscenze e considera i contributi umani un arricchimento. È quindi importante chiarire rapidamente gli episodi di cui il clochard è rimasto vittima. C.C

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