Il Tirreno

LA POLEMICA DI DAIDONE

«Messo da parte dopo aver avuto l'idea della cittadinanza a De Paolis»

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 FIVIZZANO. C'è rimasto male l'ex consigliere comunale del PdL, Diego Daidone per non essere stato inviato alla cerimonia di conferimento della cittadinanza benemerita al Procuratore militare Marco De Paolis, essendo stato lui stesso, nel dicembre 2008, a proporre tale benemerenza per il magistrato che avviò le indagini e istruì il processo a carico del responsabili delle stragi nazifasciste avvenute nel Fivizzanese.  «In qualità di componente della commissione di assegnazione delle benemerenze per il comune di Fivizzano - scrive Daidone - nel dicembre 2008 presentai al sindaco Loris Rossetti la proposta di benemerenza De Paolis, già sostituto procuratore della Repubblica presso la Procura militare della Spezia e per il personale dei carabinieri e della Finanza, suoi stretti collaboratori nelle indagini. Tuttavia, anche se lieto di essere stato promotore di questa iniziativa, esprimo grande amarezza e delusione per non essere stato invitato alla cerimonia di conferimento. Tale invito certamente non era da considerarsi un atto dovuto, ma avrebbe potuto essere un gesto di riconoscenza verso la proposta da me presentata. Altro motivo di amarezza è stata poi la non gratitudine espressa da questa amministrazione nei confronti degli stretti collaboratori di De Paolis, mentre si è dato più lustro al prof. Paolo Pezzino».  Per l'ex consigliere di minoranza andava riconosciuta la gratitudine anche per gli stretti collaboratori di De Paolis che lo stesso Daidone ricorda «sono il personale dei carabinieri: maresciallo capo Michele Ferlauto, maresciallo capo Giuseppe Trisolini, brigadiere Michele Menegolo, brigadiere capo Franz Stuppner e il maresciallo capo della Finanza, Giuseppe Giannoni. Nel corso della loro attività, con competenza investigativa, assicuravano alla giustizia persone che si sono macchiate di odiosi crimini nei confronti di persone indifese che definisco "eroi innocenti". Grazie al lavoro di questi investigatori oggi si è potuti arrivare a fare giustizia». M.L.

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