Il Tirreno

La storia. Insieme alla lettera di addio la richiesta di occuparsi del suo funerale e una copia delle chiavi di casa

«Carabinieri, mi uccido» e loro la salvano

Chiara Sillicani
Una pattuglia dei carabinieri
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Una pattuglia dei carabinieri

L'anziana assume un potente sonnifero e si taglia le vene, ma i militari arrivano in tempo

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 MARINA DI MASSA. La vita per lei era diventata troppo difficile. Non ce la faceva più ad alzarsi ogni mattina e ad affrontare una lunga giornata da sola, nella sua casa in affitto a Marina di Massa. Settantacinque anni, nessun progetto e la sensazione che non fosse più possibile guardare al futuro.  Così ha deciso di farla finita ed ha affidato ad un foglio di carta i suoi ultimi pensieri: in un biglietto ha spiegato tutto il suo dolore e ha salutato per sempre la vita. Ma a chi destinare quelle poche righe? Neanche un parente, né un amico così intimo da potergli confidare la paura, lo smarrimento e la decisione di abbandonare la vita. Una tragedia della solitudine. Così sulla busta l'anziana ha scritto l'indirizzo della stazione dei carabinieri di Marina e ha chiesto a qualcuno, forse un corriere, forse un conoscente, di consegnarla alle uniche persone su cui sentiva di poter contare.  E proprio la scelta di affidare i suoi ultimi pensieri ai carabinieri le ha salvato la vita: i militari si sono precipitati a casa sua e l'hanno strappata alla morte. In tarda mattinata un uomo ha suonato al campanello della stazione dei carabinieri per sporgere denuncia, un militare è uscito per andargli ad aprire e gli occhi sono caduti immediatamente su quella busta lasciata accanto all'entrata. Il militare è sicuro: quando ha preso servizio la busta non c'era, nessun si è presentato con la lettera in mano, nessuno ha informato i carabinieri che sarebbe arrivato un corriere. Se quel uomo non avesse suonato, se non avesse deciso di sporgere denuncia, la busta sarebbe rimasta lì, magari per ore.  Il militare si è precipitato in ufficio, ha aperto la lettera e ha scoperto che poco lontano dalla Caserma una donna stava abbandonando la vita: l'anziana raccontava tutto il suo dolore, il senso di solitudine e di abbandono. Un vero e proprio messaggio di addio alla vita e al mondo. Non una disperata ricerca di aiuto, in realtà, ma la volontà di trovare qualcuno che si faccesse carico di tutte le dolorose incombenze che seguono la tragedia. Quelle incombenze che spesso, tra le lacrime, spettano a parenti ed amici. Ma quella donna settantacinquenne non aveva nessuno su cui contare. Così ai carabinieri ha lasciato anche una copia delle chiavi di casa: dopo la sua morte qualcuno avrebbe dovuto recuperare la salma e occuparsi del funerale. La settantacinquenne ha deciso che a farsi carico di tutto sarebbero stati i carabinieri. Poi la scelta dolorosissima: la notte tra domenica e lunedì l'anziana si "è affidata" al sonnifero. Nel suo bicchiere sono finite tantissime gocce con la speranza che il sonno non la abbandonasse più. Poi, quando ancora era lucida, ha segnato i polsi con lunghi tagli. Letta la lettera, i carabinieri non hanno perso un attimo, si sono precipitati a casa della donna: entrare nel suo appartamento è stato semplicissimo, i militari avevano le chiavi. L'anziana stava male, ma era viva, i tagli che hanno reciso le vene erano poco profondi. Immediato l'allarme al 118 e il trasferimento al pronto soccorso.  La donna è fuori pericolo. Adesso dovrà ritrovare il coraggio per scoprire che vivere è bello.

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