La manifestazione
Beni per oltre 2 milioni
Bianco Gioia: tre offerte
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Una veduta delle cave di Carrara 2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Sono state presentate tre offerte di acquisto, alla curatela, a seguito del fallimento della Bianco Gioia srl, e della procedura che è scattata. L'invito a presentare offerte - come spiega il curatore dottor Massimo Musetti - non è vincolante ma esplorativo. Deciderà ora il giudice come procedere con l'asta ("procedura competitiva"). Il fine della procedura è quello (come si legge nell'avviso che è stato pubbblicato) «della cessione in blocco» di beni, costituiti da terreni in località Artana (su questo punto è in corso di proposizione ricorso straordinario al presidente della Repubblica, contro l'ingiunzione del Comune di Carrara per la messa in ripristino di alcune opere), immobili e concessioni di cava relativamente all'agro marmifero in località Gioia Pianello: si tratta della cava 172 (valutata 2.659.000 euro) in parte in concessione e in parte bene estimato; inoltre macchine e attrezzature per la lavorazione della cava. A seguito di una frana nel 2004, era stato chiesto un concordato preventivo. Ma poi fu dichiarato il fallimento nel 2009. Il termine per depositare le offerte di acquisto è scaduto ieri. Pare che i tre interessati ad acquistare i beni in blocco, siano imprenditori locali del settore lapideo. Attualmente la cava è in attività, in base a un contratto di comunione di escavazione, sottoscritto con autorizzazione del tribunale e del comitato dei creditori, tra la curatela e la Sam, Società Apuana Marmi.
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