Sicurezza
«Viveva per la scultura, non per fama o denaro»
Sara Ligutti
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Un momento della cerimonia in Comune per Nardo Dunchi Così familiari e istituzioni ricordano Nardo Dunchi, artista partigiano
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CARRARA. Ieri mattina, nella sala consiliare del Comune, la città, le istituzioni, i familiari, hanno dato l'ultimo saluto a Nardo Dunchi, scultore ed eroe della Resistenza. Una cerimonia intima e affettuosa. «Questi non sono funerali solenni - inizia il sindaco Angelo Zubbani - questa non è una commemorazione, bensì un incontro. Sobrio, snello. In questa stessa sala, poche settimane fa, è stata onorata un'altra grande concittadina: Francesca Rolla. Due persone diverse, ma accomunate dall'amore per la libertà. Due figure che Carrara non può e non deve dimenticare». E continua: «Nardo, un uomo difficile da interpretare a tutto tondo. Di lui si può dire che è stato un grande protagonista della lotta di liberazione e un grande artista». Si prosegue con la lettera declamata da Livia, nipote. «Ciao, Zio Na'», inizia, e va avanti dipingendo un uomo connotato da una grande capacità e volontà di comunicare con gli altri. Un uomo sempre in lotta, che ha conosciuto artisti, politici, poeti ed eroi: «Tu sei stato tutti loro e ci hai insegnato ad amare la vita che, nonostante sia una beffa (come dicevi tu), vale la pena di essere vissuta». Presente anche il figlio Emanuel Forrest, ingegnere parigino, che racconta: «Mio padre diceva sempre che soltanto dopo la sua morte sarebbe stato possibile sapere se era un grande artista o solo un buon artigiano. Perché per lui l'artista è solo colui che, ad un certo punto, ha un'idea completamente nuova. Mio padre era un uomo pragmatico: si preoccupava del risultato, e non della fama o del denaro. La scultura di Marina, infatti, è stata scolpita con l'intenzione di fare giocare i bambini di tutto il mondo». Il nipote Paolo racconta di un uomo forte, ma anche delicato. Capace di trattare con i soldati tedeschi per evitare rappresaglie nei confronti di Carrara e, al contempo, di stare a giocare con i nipoti per ore. E qualcuno commenta: «Quando ho letto "scomparso" per me se n'è semplicemente andato da qualche parte. Come se Nardo fosse eterno». E, infatti, sul libro delle presenze si può leggere: "Grazie alle tue opere vivrai per sempre".
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