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Ponte disponibile il sindaco intervenga

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CARRARA. «E ora piazza pulita: non vogliamo vedere più quei quattro alla guida della Carrarese». Lo dicono i tifosi, lo dice la gente comune lo dicono tutti.  Ora basta, dicono allo stadio i supporter, bisogna costruire un futuro solido che possa ripartire da imprenditori locali.  E di nomi se ne fanno già.  
FONTANILI INDISPONIBILE.
Qualcuno ha parlato del ritorno di Maurizio Fontanili, ma lui stesso, contattato al telefono nega tutto. «Non riprenderò mai la Carrarese - afferma - ho già dato tanto e non mi interessa. So che è retrocessa e ciò mi dispiace tantissimo». CECCHINELLI: ANDATE DA CHI HA LO STATUARIO... Chi invece si sfoga contro la città e alcuni imprenditori locali è l'ex presidente azzurro Gianfranco Cecchinelli (nella foto) che afferma che adesso è la città che deve svegliarsi: «Per gestire una società come la Carrarese - afferma - servono tempo e dedizione e in questo momento, essendo all'estero per lavoro quasi sempre mi è impossibile fare qualcosa. Mi manca pure l'entusiasmo di un tempo e anche l'età avanza. Io credo che adesso devono essere i giovani imprenditori a fare qualcosa per la squadra della propria città. Ci sono persone a Carrara che hanno la possibilità di fare tanto, mi riferisco a quei quattro-cinque imprenditori che hanno le cave di statuario. Ma lo sapete a quanto viene venduto lo statuario a tonnellata? E poi ci sono situazioni in città che sono assurde: l'Omya è una grande potenza, il porto di Marina che è una risorsa importantissima è in mano a due persone che hanno un monopolio. Nieddu ora ha occupato i piazzali e portato un fiume di rimorchi a Marina: ma per la città ha dato qualcosa? Si vede che a certa gente sta bene così, perché sennò non si spiega. Tutti vedono, nessuno fa niente. La verità è che la Carrarese è lo specchio della città: sono sempre in Portogallo, una settimana fa sono tornato in città e ho passeggiato in Piazza Alberica. C'è una desolazione totale».
PONTE: MA SERVE L'APPOGGIO DELLA CITTÀ. Ieri sera poi si è sparsa la voce di un eventuale ritorno di Antonio Ponte alla guida degli azzurri. Lui stesso dalla Svizzera non chiude la porta, ma passa la patata bollente al comune. «Dissi già - afferma - che ne avevo abbastanza con il calcio, ma Carrara l'ho sempre nel cuore. La delusione è stata tantissima in quella stagione e non mi do ancora pace. Sono dispiaciuto che sia retrocessa ma secondo me ci sono ottime possibilità che venga ripescata. Credo comunque che adesso gli imprenditori di Carrara devono fare qualcosa. Da parte mia se ci fosse la possibilità di dare una mano in un progetto serio e solido ci metterei la faccia. Ma non farò più l'errore di tornare a Carrara senza accordi precisi con il Comune e la politica. All'epoca rimasi solo e fu così che iniziarono i problemi».
GASPARI INDISPONBILE. «Non ci sono le condizioni - ripete intanto per l'ennesima volta Ciro Gaspari, che fra l'altro troviamo insieme al sindaco Angelo Zubbani (nella foto) subito dopo la conclusione del Gran Premio Industrie del Marmo - non è possibile che io torni alla presidenza della società».  Il sindaco: vedrò di incontrare la dirigenza. E intanto il primo cittadino, che era allo stadio e ha vissuto come tutti una partita palpitante, tra gioia e delusione, commenta: «Retrocedere dopo una partita così bella e palpitante, in cui la Carrarese ha ritrovato il pubblico, fa davvero tristezza. Per il futuro, vedremo in questi giorni cosa potrà succedere, io sono sempre stato a disposizione di chiunque per ricevere eventuali manifestazioni di interesse, lo sarò anche ora. Certamente, ho dei dubbi rispetto a coloro che annunciano il loro interesse prima sui giornali che non direttamente alla società oppure nelle sedi istituzionali».
LA PALLA AL SINDACO. Certamente, aggiungiamo noi, visto che la retrocessione di una squadra è un po' anche la retrocessione - come immagine - di una città, dovrebbe essere il sindaco a rendersi protagonista e convocare sia gli attuali dirigenti, per capire le reali intenzioni e le condizioni in cui lasciano la squadra, sia anche per tastare il polso alla città per capire se vi può essere qualcuno interessato a dare un futuro decoroso alla Carrarese. E bisogna fare presto. I prossimi appuntamenti (Giro, Marmotec) potrebbero essere l'occasione giusta per intavolare una riflessione.

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