Il Tirreno

Il presidente Oppicelli Lasciati soli dalla città

Luca Bardini
Il presidente Oppicelli Lasciati soli dalla città

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CARRARA. Finisce con un duro sfogo del presidente Oppicelli la maledetta domenica culminata con la rocambolesca retrocessione della Carrarese in serie D: era il 21 maggio 1978 quando gli azzurri lasciavano la D per la C2, il 9 maggio 2010 segna il ritorno fra i dilettanti.

Un Oppicelli che parla a 360 gradi di passato, presente e futuro, ammettendo sbagli e colpe. Ma Fabio Oppicelli lancia anche frecciate all'amministrazione comunale e agli imprenditori di Carrara. Presidente, il dramma si è consumato in maniera incredibile.

«E' un dramma, un autentico dramma. Per me si tratta di un vero e proprio lutto dal quale sarà veramente difficile riprendersi. La voglia di ricominciare al momento proprio non c'è e forse nemmeno ci sarà domani mattina. Le colpe e gli sbagli li abbiamo ammessi già tempo fa, ma credetemi, non pensavo assolutamente finisse in questa maniera. E' stata un'annata veramene maledetta, siamo retrocessi negli ultimni dieci secondi, vi rendete conto. E' assurdo, ma è così. E pensare che se avessimo fatto i play-out, con questa grinta e con questo pubblico, che finora non c'era mai stato, ci saremmo salvati».

Il futuro adesso cosa riserverà, resterete alla guida della Carrarese? «E' meglio dormirci sopra va, perché a caldo si rischiano di esprimere considerazioni sbagliate. Comunque noi vedremo cosa si può fare, se magari ci potrà essere la possibilità di essere ripescati e quant'altro. Tuttavia le considerazioni da fare sono due: o si coivolge l'intero tessuto imprenditoruiale cittadino e si crea una società forte, disposta a fare investimenti per garantire a Carrara un futuro solido e ricco di soddisfazioni, oppure di andare avanti così non se ne parla. Ci abbiamo rimesso tempo, soldi e quant'altro e in fututo convocheremo una conferenza stamopa nella quale spiegheremo attraverso dei dati scritti la vera situazione della Carrarese. Di certo la politica ha fatto poco per non dire nulla, ma non mi va di fare nomi. Per noi la D è un danno economico che nessuno può immaginarsi». Chi dovesse venire al posto vostro troverà una società sana? Abbiamo la sua parola? «Lo posso giurare. La Carrarese è una società sana, che non ha nessun problema di bilancio e di debiti. Siamo stati semplicemente abbandonati al nostro destino dalla città, ma state tranquilli, onoreremo fino in fondo tutti i nostri impegni. Garantisco io personalmente.

L'unica persona che ha provato ad aiutarci è stato il professor Gualtiero Magnani, presidente dell'Ente Cultura e Sport. Ha provato a smuovere le acque, e se un domani saremo ancora qua, vorrei continuare con lui questo discorso». A posteriori non fu un errore trattare così Mango? «Mango è e rimane un amico, una persona che stimo e i numeri hanno parlato a sua ragione. Peccato che gli sia successo quel grave problema che lo ha costrtetto alle dimissioni. Il progetto Mango era giusto e avrebbe dato grandi frutti».

A posteriori riprenderebbe Lavezzini e Tazzioli? «Lavezzini lo abbiamo preso perchè lo scorso anno i risultati hanno parlato per lui. E' chiaro che ha le sue colpe pure lui come tutti. Su Tazzioli il discorso è diverso: io non lo volevo, ma alla fine si è deciso di prendere un allenatore che piaceva alla piazza. Avrei puntato subito su Pinna e Bonvini, due uomini veri che li ringrazierò per sempre. Hanno dimostrato personalità e attaccamento ai colori: se restassi io Bonvini sarebbe l'allenatore che sceglierei».

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