Il Tirreno

Via Palestro blindata per il convegno di Ordine Futuro, niente scontri, ma tensione dentro al teatro

Fiore contestato, parapiglia ai Servi

Claudio Figaia
Fiore contestato, parapiglia ai Servi

«Vi stupriamo»: insultate dall'ultradestra le donne di "Usciamo dal silenzio"

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MASSA. La contestazione di piazza non c'è stata. Ma dentro il teatro dei Servi, quando Roberto Fiore prende la parola, le voci di dissenso si alzano eccome. Sono quelle di alcune donne - vicine al comitato "Usciamo dal silenzio" - che hanno seguito fin dall'inizio il convegno organizzato da Ordine Futuro (associazione che è una specie di costola di Forza Nuova) su aborto e pillola Ru486. Le donne interrompono le parole di Fiore, i militanti dell'ultradestra reagiscono, insultando in modo pesante le contestatrici. «Stupriamo le comuniste» grida qualcuno. C'è un piccolo parapiglia nel corridoio di ingresso del teatrino e a farne le spese è la telecamera del direttore di Antenna 3 Andrea Lazzoni, che finisce a terra (o meglio, pare che sia stata gettata a terra) e subisce danni notevoli.  Succede tutto alla fine nel lungo e quasi surreale pomeriggio di una città semiblindata con tensioni annunciate e poi allontanatesi per l'iniziativa ai Servi promossa da Ordine Futuro.  Un pomeriggio iniziato con il presidio sotto il municipio organizzato dai Carc e Asp, affollato (si fa per dire) da meno di un centinaio di militanti e alcuni esponenti di Anpi, Rifondazione, Sinistra critica, che rimarcano come «il sindaco abbia sbagliato nel concedere i Servi all'ultradestra», ma si dicono soddisfatti dell'impegno a mettere, in futuro, "paletti" a simili manifestazioni.  L'ultrasinistra ha rinunciato ad azioni di forza dopo che l'intera maggioranza, dall'Udc a Rifondazione, passando per Sinistra Ecologia e Libertà e 28 Aprile si è schierata. E si è impegnata a far sì che il Comune adotti un regolamento in cui sia scritto chiaro che gli spazi pubblici possono essere concessi soltanto a soggetti che non abbiano una evidente ispirazione xenofoba, razzista, omofoba e fascista. Come dire, mai più un Fiore in città.  Verso le 18, ora fissata per l'inizio della conferenza di Ordine Futuro (a proposito, il tema era l'aborto e la pillola Ru486 e a parlarne erano c'erano, oltre a Fiore, i medici Carlo Di Stefano, Massimo Gattini, Stefano Banti; Carlo Del Nero dei Radicali) alcuni giovani dell'ultrasinistra, decidono di "intervenire" comunque al dibattito. Trovano un cordone di polizia che li blocca. Le forze dell'ordine lasciano entrare in via Palestro soltanto chi non riconoscono come possibile "facinoroso". Così il grosso del gruppetto resta ai limiti della zona rossa a litigare coi poliziotti, mentre qualche "compagno", non individuato come tale, riesce ad avvicinarsi senza problemi al teatro. Alcune giovani donne si accomodano nella sala. Altre due, del comitato «Usciamo dal silenzio», invece, vengono riconosciute dai militanti della destra. E insultate con riferimenti di carattere sessuale del tipo: «Noi alle comuniste gli facciamo questo e quello».  Intanto, Fiore ritarda: complice la fiera agli Uliveti che blocca le vie d'accesso al centro, arriva ai Servi con una buona ora di ritardo. Lo accolgono con un applauso scrosciante e nessun braccio teso.  Lo contestano, invece, le donne "di sinistra" riuscite a entrare nel teatrino nonostante all'ingresso qualcuno dica «questa è la casa della destra». Il pomeriggio finisce così, con urla e insulti. Poco, rispetto ai timori della vigilia.

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