Il Tirreno

Bomba carta, drammatico epilogo

Bomba carta, drammatico epilogo

Stordito il magazziniere del Bassano, «Non ricordo niente, ma sto bene»

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 CARRARA. La lunga storia tra i professionisti della Carrarese finisce nel modo peggiore: con una bomba carta lanciata nell'area recintata, antistante gli spogliatoi. A terra, stordito, Ermanno Zanolla, magazziniere del Bassano: per l'esplosione il magazziniere del Bassano è caduto a terra restando stordito per diversi minuti: è stato subito accompagnato nell'infermeria dello stadio, dove il medico del squadra veneta gli ha prestato le prime cure. È intervenuto anche il 118 con un'ambulanza, ma non è stato necessario il ricovero in ospedale. Il magazziniere è poi ripartito con la squadra. Il grosso petardo è partito dal viale XX Settembre, pochi minuti dopo la fine dell'incontro che - nonostante la grande vittoria degli azzurri - ha sancito il ritorno in D dopo 32 anni. La polizia ha subito cercato di individuare il responsabile, ma in quel momento le forze dell'ordine erano concentrate davanti ai cancelli dello stadio; successivamente, il corteo di una cinquantina di ultrà ha iniziato a contestare la dirigenza della squadra di casa. Al momento dell'esplosione del grosso petardo, il magazziniere si trovava vicino al pullman del Bassano, intento a sistemare le borse dei giocatori nel bagagliaio.  «Non so esattamente cosa sia accaduto - ha raccontato lo stesso Ermanno Zanolla, il quale non presentava nessun tipo di escoriazione - Ricordo soltanto che mi è scoppiato in faccia un petardo e quando ho riaperto gli occhi ero per terra. Non ho visto niente, perché stavo avvertendo alcune signore della presenza di un primo petardo sul tetto della sede. Per fortuna non mi sono fatto niente, ho solamente i vestiti pieni di zolfo e le orecchie che mi fischiano».  VAIRA E TRE GIOVANI A CONFRONTO CON I TIFOSI. «Mi sono vergognato di dover scappare senza confrontarmi con voi tifosi» inizia così il confronto Davide Vaira con i tifosi che inutilmente hanno aspettato la squadra e la dirigenza fuori dai cancelli (se ne sono andati dal campo retrostante della Perticata). Così Vaira assieme ai giovani Doretti, Dughetti e Santella hanno scelto autonomamente di andare a parlare con il gruppo di tifosi fuori dai cancelli per cercare di confrontarsi e prendersi le proprie responsabilità. «Non voglio cercare scuse, il risultato della stagione è sotto gli occhi di tutti - ha detto Vaira - Diciamo che la colpa è 50% della squadra e 50% della dirigenza, noi come squadra non vogliamo cercare scuse o altro».  È altrettanto palese che la Carrarese ha alternato prestazioni convincenti e grintose a prestazioni al limite della vergogna sul piano del gioco e della determinazione. «Avete ragione che abbiamo fatto grandi partite e partite vergognose, me ne rendo conto anch'io e non posso darvi torto. Lo sappiamo tutti e per quello oggi mi sono vergognato di essere scappato dalla curva, avrei voluto uscire e confrontarmi con voi. Perchè io sono di Carrara, domani resto qui, io per 10 giorni non uscirò di casa perché mi vergogno di essere retrocesso. Altri tornano a Milano, Roma, Ravenna; io invece sono di qui e della Carrarese sono sopratutto tifoso».  E' un confronto amaro quello tra i giocatori e il proprio pubblico in un finale di partita drammatico per la tifoseria azzurra che ha visto la squadra retrocedere nonostante la vittoria.  I cori e gli slogan dei tifosi si ripetono «Meritiamo di più»; frasi pesanti contro la dirigenza. E tanta amarezza per una retrocessione maturata così, con il colpo di coda di una grande vittoria contro una formazione super-attrezzata, protagonista di una notevole rincorsa nel girone di ritorno. L.Sa.-L.Bo. Altri servizi nello sport

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