Il dolore
Marina in mano ai cittadini
Luca Santoni
I desideri: abbellire la zona est, piste ciclabili
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MARINA DI CARRARA. «Ridateci il nostro mare»: questo è il messaggio del primo incontro coi cittadini organizzato dalla Sociolab nell'ambito del percorso di partecipazione per la riqualificazione dell'interfaccia porto-città (noto anche come water-front) di Marina. Ottanta cittadini, estratti a sorte e divisi in cinque gruppi, si sono confrontati sul tema, relativo alla zona che va dal molo di Ponente al viale da Verrazzano e sull'esigenza di un rilancio del fronte-porto. Idee guida, in attesa dei prossimi appuntamenti (21 e 28 maggio), in cui i cittadini incontreranno l'Autorità Portuale, l'Amministrazione e AmareMarina. Diffusa è stata la percezione del porto commerciale come di un elemento impattante dal punto di vista ambientale, da contenere il più possibile nei propri limiti attuali, così come il problema del traffico. C'è chi ha sottolineato l'esistenza di una Marina di "serie B", (quella di Levante e della zona delle pinete) rimasta per anni abbandonata, ma potenzialmente bellissima e meritevole di una riqualificazione adeguata. Altri elementi di grande condivisione sono stati: le necessità della realizzazione di percorsi ciclabili lungo tutto l'asse Verrazzano-Colombo, e il completamento della passeggiata a mare lungo il molo di Ponente. L'appuntamento ha avuto una grande risposta da parte della città, come ha sottolineato anche Silvia Givone, portavoce della Sociolab: «I partecipanti si sono sentiti molto responsabilizzati e investiti da un ruolo importante. Mi ha colpito una signora che ha detto: "Con questa iniziativa mi sento veramente una cittadina". In tanti hanno anche ringraziato l'associazione AmareMarina che ha offerto questa opportunità. Sono rimasta colpita dalla qualità delle discussioni, sempre attente e commentate, mai viziate da orientamenti politici o interessi specifici. Certo ognuno aveva le sue opinioni, ma erano discussioni non pretestuose, che avevano sempre un obiettivo comune: quello di immaginare un bel futuro per Marina. C'è stato molto rispetto anche fra persone che avevano idee diverse. Un altro fattore positivo è stato il campionamento delle persone che hanno partecipato: un piccolo spaccato della realtà carrarese dal punto di vista di genere, fascia d'età, occupazionale, titolo di studio. E' come se ci fosse stata Carrara in una stanza. Un gruppo molto eterogeneo e questo ha consentito un confronto a 360 gradi delle opinioni».
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