Il Tirreno

Paziente si uccise, assolta psichiatra

Rossana Lazzini
Paziente si uccise, assolta psichiatra

La dottoressa era accusata di omicidio colposo, per il tribunale non ebbe responsabilità nella tragedia e non agì con superficialità

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 MASSA. Nessuna omissione nè superficialità da parte della dottoressa Luciana Milani responsabile del reparto di psichiatria dell'ospedale cittadino. La professionista, rinviata a giudizio per omicidio colposo a seguito del suicidio della 39enne Raffaella De Cola avvenuto l'8 novembre 2006, è stata assolta da tutte le imputazioni. Il giudice non ha riscontrato alcuna responsabilità nel comportamento del medico.  A richiedere il rinvio a giudizio della psichiatra era stato il pubblico ministero Federico Manotti a dicembre del 2008. Secondo l'accusa quella morte poteva essere evitata e la dottoressa rinviata a giudizio aveva agito con superficialità omettendo di mettere in atto tutti quei comportamenti per evitare la tragedia. Accuse non accolte dal giudice, la cui sentenza "convalida" il corretto comportamento del medico.  I fatti risalgono al novembre 2006, Raffaella De Cola arriva al pronto soccorso con una profonda ferita alla pancia che la donna si è autoprovocata con un coltello da cucina. Viene trasferita in chirurgia per un intervento. Prima, però, la donna incontra la psichiatra che si intrattiene con lei per oltre un'ora. La tranquillizza cerca di capire i motivi di quel gesto, parla con lei fino al momento dell'intervento. La donna viene poi affidata al reparto di chirurgia, anche se la dottoressa Milani resta a disposizione, dicendo ai medici e agli infermieri di chiamarla per qualsiasi necessità.  Purtroppo però qualcosa scatta nella mente di Raffaella De Cola che si alza dal letto e apre la finestra per poi gettarsi nel vuoto dal quarto piano. La morte è istantanea. Partono le indagini della procura, alle quali si unisce una denuncia da parte di Giovanni De Cola il padre di Raffaella. Lui era stato naturalmente il primo a voler sapere realmente come erano andate le cose.  Ora, la sentenza su questa drammatica vicenda che ha fatto soffrire anche la dottoressa Milani, difesa dall'avvocato Franco Perfetti, che da tantissimi anni svolge il difficile lavoro di psichiatra con professionalità e umanità. Il giudice non ha riscontrato nessuna responsabilità da parte della professionista che anzi fin dal primo momento in cui la donna era arrivata al pronto soccorso si era prodigata per aiutarla.

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