Finanza
Il Comune rischia di pagare per tutti
Chiara Sillicani
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IN AULA. Al centro il giudice Ermanno De Mattia Ai lati, il folto gruppo degli avvocati Molti di loro rappresentano le famiglie dei defunti che hanno deciso di costituirsi parte civile Il giudice conferma la presunta responsabilità civile nel caso delle cremazioni
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MASSA. Una vera dissertazione quella con cui ieri pomeriggio, durante l'udienza preliminare per lo scandalo cremazioni, Alessandro Bini, sostituto del collega Enrico Marzaduri, ha tentato di dimostrare che il Comune non può essere contemporanemante parte civile e responsabile civile, danneggiato e danneggiante. Ma la sua tesi non ha convinto il giudice Ermanno De Mattia. L'avvocato Bini, che rappresenta il Comune, sosteneva l'incompatibilità dei ruoli, riferendosi ad una sentenza della Corte di Cassazione. Silenzio in aula durante l'accurata spiegazione dell'avvocato, anche se fin da subito i legali delle parti civili hanno dimostrato con chiarezza il loro dissenso di fronte all'ipotesi che il Comune, costituitosi lui stesso parte civile (danneggiato), non fosse riconosciuto anche responsabile, seppur soltanto civilmente. Anche perché responsabilità civile significa in parole concrete risarcimento del danno, soldi da sborsare a chi il danno l'ha subito. Non a caso l'ente locale ha a sua volta citato come responsabile civile Euroservizi, la società, imputata nel processo, che gestiva i servizi cimiteriali. Citazione messa però in dubbio, durante l'udienza, dall'avvocato Paolo Bertoncini che rappresenta la società come responsabile civile. L'eccezione del legale metteva in risalto i vizi di forma di 9 delle venti notifiche con cui altrettante parti civili citavano Euroservizi come responsabile tenuto al risarcimento del danno. Due citazioni non sarebbero state notificate e altre, secondo il legale, non sarebbero state valide. E la nullità della notifica avrebbe determinato quella della stessa citazione, quindi conseguentemente della responsabilità civile. E tra quelle notifiche con vizi di forma per Bertoncini ci sarebbe state anche quella del Comune. Il legale ha spiegato al gup Ermanno De Mattia che a determinare la nullità sarebbe la mancanza nell'atto dell'indicazione del notificante. Insomma il Comune - questa la tesi - avrebbe notificato la citazione senza indicarsi come il notificante. E se l'atto fosse stato nullo, Euroservizi non sarebbe stata chiamata a risarcire il danno all'ente, nel caso siano riconosciute le sue responsabilità. Sulla questione il giudice ha richiesto anche l'intervento del pubblico ministero Federico Manotti. Per il pm la citazione di Euroservizi come responsabile civile era chiara e quindi l'eccezione doveva essere respinta. E così è stato. Anche se la decisione è arrivata dopo circa due ore di Camera di consiglio, a dimostrare la delicatezza dell'argomento e, forse, la pertinenza delle tesi. Il giudice ha respinto le eccezioni dell'avvocato Bertoncini (tranne per le due citazioni non notificate), ritenendo che i vizi non fossero tali da annullare la citazione ed ha anche respinto la tesi del legale Bini. Il ruolo di parte civile e responsabile civile è compatibile e dunque il Comune può ricoprirli entrambi. Da un lato, quindi, l'ente, come parte civile, chiede i danni agli imputati tra cui il suo dipendente Renzo Fialdini e la società Euroservizi, dall'altra, invece, è esso stesso tenuto al risarcimento nei confronti di chi l'ha citato come responsabile civile. La prossima udienza è fissata per il 20 maggio alle 15, anche se probabilmente neanche in quella sedi il giudice deciderà per gli eventuali rinvii a giudizio o sentenze a non procedere.
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