Il Tirreno

La crisi dell’azienda di Varazze si ripercuote sulla cooperativa apuana

Cesis, 40 operai in «cassa»

Claudio Figaia
Il cantiere Cesis in viale Zaccagna
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Il cantiere Cesis in viale Zaccagna

Bloccata una maxi commessa con Cantieri Baglietto

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 MASSA CARRARA. Altri 40 operai in cassa integrazione. E con loro una settantina di altri lavoratori delle ditte collegate alle prese con l'incubo del licenziamento. Il nuovo fronte di crisi si apre alla Cesis, azienda della nautica da diporto.  Sede legale-amministrativa alla Spezia, cantiere di produzione in viale Zaccagna ad Avenza, ma personale in buona parte massese, Cesis è una società cooperativa (iscritta a Legacoop). Si tratta (meglio, si tratterebbe) di un'azienda sana e vitale, forse di "eccellenza". A testimoniarlo, il recente varo dello scafo di un mega yacht di 65 metri realizzato per Tankoa di Genova, un mostro da 480 tonnellate che costerà, una volta completato attorno ai 50 milioni di euro.  Il problema, però è che uno dei principali committenti di Cesis (che dei panfili realizza lo scafo e le parti nude della coperta, mentre l'allestimento finale viene fatto da altri cantieri) è Baglietto, marchio prestigioso e sto della cantieristica italiana. E Baglietto naviga da mesi in acque "cattive": ha messo in cassa integrazione tutti i dipendenti della sede di Varazze e una sessantina nelle aziende collegate di Pisa ed è in difficoltà finanziarie. Una situazione che ha portato al blocco delle commesse. Compresa quella affidata a Cesis. Per la costruzione dello scafo in acciaio di di 53 metri. Le ripercussioni sull'azienda apuana sono state immediate. Spiega Gianni Bonatti, titolare del cantiere: «Siamo fermi o quasi, navighiamo a vista e non sappiamo quale sarà il futuro della commessa con Cantieri Baglietto. Quello che sappiamo di certo è che per questo appalto abbiamo speso e investito parecchio, scoprendoci ora senza garanzie di rientro economico».  L'azienda ha così messo in cassa integrazione i suoi 40 dipendenti (la procedura è aperte all'Inps della Spezia), mentre per le piccole ditte satellite che per conto di Cesis realizzano parti di lavorazione, il futuro è ancora più fosco. per molti di quei lavoratori, neanche l'accesso agli ammortizzatori: a casa, senza lavoro e basta.  Nelle scorse settimane i lavoratori di Cesis sono andati a Varazze a manifestare davanti ai cancelli di Baglietto, assieme ai colleghi del cantiere ligure. Ma, finora, la situazione non si è sbloccata.

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