Finanza
Al mare senza bagnino
La nuova ordinanza della Capitaneria di Porto, datata 6 maggio, stabilisce che la presenza del bagnino non è obbligatoria nelle ultime due settimane di settembre. Ad una condizione però: che sia esclusa la balneazione
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MARINA DI MASSA. Da queste parti si dice che il mare non è mai così affascianante come a settembre. Eppure di persone sulla spiaggia, dopo l'inizio delle scuole, non se ne vedono molte. Nonostante questo, la scorsa estate la Capitaneria era stata chiara: anche dopo il 15 settembre, fino al 30 del mese, in battigia, deve esserci il bagnino.
Non tutti i giorni, però. Ma nei festivi e nei prefestivi, quando qualcuno ancora bazzica il nostro litorale, il servizio di salvataggio era obbligatorio. Ora le cose cambiano: la nuova ordinanza della Capitaneria di Porto, datata sei maggio, stabilisce che la presenza del bagnino non è obbligatoria nelle ultime due settimane di settembre. Ad una condizione però: che sia esclusa la balneazione. Insomma, quando ormai l'autunno è alle porte, al mare si può andare, ma fare il bagno non è concesso, se non a proprio rischio e pericolo. Non solo, sulla spiaggia devono fare bella mostra di sé la bandiera rossa e un cartello in cui si specifica che «la balneazione non è sicura per mancanza di apposito servizio di salvataggio».
Per i balneari è una piccola vittoria: gli anni scorsi lasciavano aperti i loro stabilimenti fino al 30 settembre, pagavano i bagnini per i giorni festivi e pre festivi, ma di turisti se ne vedevano pochi. «Non è questione di sicurezza - chiarisce Roberto Aliboni, presidente di Riviera Apuana - la prima cosa a cui teniamo è l'incolumità dei nostri clienti. Né - assicura- è un problema economico, ma era frustrante vedere il bagnino in battigia e nessuno in spiaggia».
Tutt'altra storia per il periodo che precede l'apertura obbligatoria dei bagni. La questione non è semplice perché sono parecchi i concetti che si sovrappongono. Il Comune ha definito la stagione balneare come il periodo compreso tra il 1º maggio e il 30 settembre, all'interno di quei 5 mesi è prevista l'apertura obbligatoria dal 15 giugno al 15 settembre: gli stabilimenti devono aprire garantendo un servizio alla collettività. Il 15 settembre i bagni possono chiudere, se non lo fanno non devono comunque chiamare al lavoro l'uomo dalla canotta rossa.
Ma dal 1º al 15 giugno, in piena stagione balneare, ma al di fuori del periodo di apertura obbligatoria, il bagnino serve eccome e lo prevede la stessa Capitaneria, anche se soltanto nei fatidici giorni festivi e prefestivi. Un esempio per tutti: il 2 giugno il servizio di salvataggio è necessario e così il giorno precedente per chi decide di aprire i battenti. Il problema però è capire con esattezza cosa si intenda per stabilimento chiuso. Se il cancello è serrato non ci sono dubbi, ma se il bar accoglie i clienti, ma in spiaggia non ci sono né sdraio, né ombrelloni, la cosa si complica.
Non tutti i giorni, però. Ma nei festivi e nei prefestivi, quando qualcuno ancora bazzica il nostro litorale, il servizio di salvataggio era obbligatorio. Ora le cose cambiano: la nuova ordinanza della Capitaneria di Porto, datata sei maggio, stabilisce che la presenza del bagnino non è obbligatoria nelle ultime due settimane di settembre. Ad una condizione però: che sia esclusa la balneazione. Insomma, quando ormai l'autunno è alle porte, al mare si può andare, ma fare il bagno non è concesso, se non a proprio rischio e pericolo. Non solo, sulla spiaggia devono fare bella mostra di sé la bandiera rossa e un cartello in cui si specifica che «la balneazione non è sicura per mancanza di apposito servizio di salvataggio».
Per i balneari è una piccola vittoria: gli anni scorsi lasciavano aperti i loro stabilimenti fino al 30 settembre, pagavano i bagnini per i giorni festivi e pre festivi, ma di turisti se ne vedevano pochi. «Non è questione di sicurezza - chiarisce Roberto Aliboni, presidente di Riviera Apuana - la prima cosa a cui teniamo è l'incolumità dei nostri clienti. Né - assicura- è un problema economico, ma era frustrante vedere il bagnino in battigia e nessuno in spiaggia».
Tutt'altra storia per il periodo che precede l'apertura obbligatoria dei bagni. La questione non è semplice perché sono parecchi i concetti che si sovrappongono. Il Comune ha definito la stagione balneare come il periodo compreso tra il 1º maggio e il 30 settembre, all'interno di quei 5 mesi è prevista l'apertura obbligatoria dal 15 giugno al 15 settembre: gli stabilimenti devono aprire garantendo un servizio alla collettività. Il 15 settembre i bagni possono chiudere, se non lo fanno non devono comunque chiamare al lavoro l'uomo dalla canotta rossa.
Ma dal 1º al 15 giugno, in piena stagione balneare, ma al di fuori del periodo di apertura obbligatoria, il bagnino serve eccome e lo prevede la stessa Capitaneria, anche se soltanto nei fatidici giorni festivi e prefestivi. Un esempio per tutti: il 2 giugno il servizio di salvataggio è necessario e così il giorno precedente per chi decide di aprire i battenti. Il problema però è capire con esattezza cosa si intenda per stabilimento chiuso. Se il cancello è serrato non ci sono dubbi, ma se il bar accoglie i clienti, ma in spiaggia non ci sono né sdraio, né ombrelloni, la cosa si complica.
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