Il Tirreno

Violenza. L’episodio è avvenuto al Dolce Momento, vittima un commerciante di Massa

Aggredito a bottigliate

Il bar di Avenza dove è avvenuta l’aggressione ancora avvolta nel mistero
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Il bar di Avenza dove è avvenuta l’aggressione ancora avvolta nel mistero

L'uomo è entrato all'improvviso nel bar e poi è fuggito

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 AVENZA. Attimi di paura in un bar di Avenza, sulla provinciale Avenza-Sarzana. Questione di un attimo: come in un raptus, uno degli avventori afferra una bottiglia di birra, si scaglia contro un commerciante già presente nel locale, e gli spacca la bottiglia in testa. Quest'ultimo si accascia dolorante, un frammento di vetro intanto colpisce alla guancia un altro presente. E l'aggressore scappa.  Erano circa le 18,45 di giovedì scorso, al bar "Dolce Momento" della Provinciale Avenza Sarzana. La ricostruzione è frammentaria, anche perché c'è poca voglia di raccontare l'episodio che ha provocato un grande spavento ma, per fortuna, poche conseguenze. A farsi medicare in ospedale sono andati sia il 42enne colpito alla testa dalla bottiglia, B.F. di Massa, sia anche l'avventore sfortunato raggiunto da una scheggia della bottiglia. Per entrambi, un referto di appena cinque giorni. La ferita di B.F. è alla fronte sinistra, un taglio senza trauma cranico, probabilmente è riuscito in qualche modo a ripararsi e ad evitare guai peggiori. A quanto risulta, sia ai carabinieri che lo avrebbero sentito informalmente, sia alle persone presenti, avrebbe spiegato di non conoscere l'aggressore.  Ovviamente, nessuno ha elementi per mettere in dubbio la buona fede e la veridicità di quanto dichiarato dall'aggredito, ma francamente, appare strano che uno entri in un bar e così d'amblè, se la prenda con il primo che capita. L'impressione è che invece i due si conoscano, e che ci siano delle ruggini; probabilmente, l'aggressore potrebbe aver visto l'auto parcheggiata all'esterno dal rivale e abbia deciso di entrare; e che poi abbia avuto una reazione forse superiore al previsto. Forse l'idea di partenza poteva essere quella di affrontarlo, poi la cosa è degenerata. Ripetiamo, solo supposizioni. Per ora bisogna restare ai fatti: i carabinieri, giunti sul posto perché chiamati dagli avventori impauriti, anzi, atterriti, hanno dovuto per il momento prendere atto che non è possibile indagare d'ufficio perché non ci sono lesioni gravi; perché non c'è stata una rissa; e perché, ad oggi, non c'è una querela, e a quanto sembra, non ci sarebbe neppure l'intenzione di sporgere denuncia da parte dell'aggredito.  Le ferite sono lievi, e ad oggi, il movimentato episodio, che solo per fortuna non è sfociato in qualcosa di più grave, va in archivio come un'aggressione senza strascichi. Non è da escludere però che nei prossimi giorni i militari dell'Arma non decidano di volerci vedere più chiaro, e di approfondire comunque una vicenda che presenta più di un lato oscuro. La notizia dell'aggressione, fra l'altro, si è diffusa in fretta sia ad Avenza che in città. M.B.

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