Sicurezza
Sos di Galazzo: alluvionati e abbandonati da tutti
Il sindaco di Ameglia attende da quattro mesi i soldi per i danni causati dall'esondazione del Magra
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AMEGLIA. «Basta, io non ci sto davanti a questo immobilismo. Sono stufo di parole e basta, voglio i fatti. Mi hanno lasciato solo. A parte la Regione e la Provincia della Spezia, il governo ha promesso i soldi, 5 milioni di euro e non c'è traccia di nulla. Guido Bertolaso, quando era venuto a dicembre aveva promesso che sarebbe tornato dopo la Befana. Sì, ma di quale anno? E in ogni caso non ho più visto né lui né il suo vice. Non si può andare avanti così». Verrebbe da dire che il sindaco Umberto Galazzo è un fiume in piena se non fosse che, proprio dei danni causati dall'esondazione del Magra, stia parlando. «Chiedo perciò un incontro urgente con i rappresentanti del Dipartimento nazionale della Protezione civile - aggiunge - per ricevere risposte certe in tempi rapidi e per ottenere tutte quelle risorse che serviranno per la messa in sicurezza del nostro territorio. I 5 milioni di euro che il Ministero avrebbe dovuto stanziare a favore della Regione Liguria per la realizzazione degli argini a Fiumaretta e a Bocca di Magra non sono ancora stati stanziati nonostante i numerosi annunci. Il dragaggio è fermo e di risarcimento danni non se ne parla. Ci sentiamo presi in giro. Il Comune ha avuto 1,8 milioni di danni e decine di milioni quelli dei cittadini. Ora è tutto fermo». La missiva è partita proprio ieri mattina indirizzata a Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, al presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando (che è anche commissario delegato per il superamento dell'emergenza), al prefetto della Spezia, Giuseppe Forlani, al presidente della Provincia, Marino Fiasella e al presidente dell'Autorità di bacino interregionale fiume Magra, Marco Betti. Dopo più di 4 mesi dagli eventi alluvionali del dicembre 2009, la situazione non è sostanzialmente mutata. Proprio in queste ore con la pioggia insistente che si è abbattuta sulla vallata (l'acqua del fiume si è già alzata di 1,5 metri, ma non ci sono preoccupazioni) pensare che non sono ancora partiti i lavori previsti (meglio, neppure finanziati) fa giustamente venire in mente cosa potrà accadere il prossimo autunno. «Quesi soldi promessi devono essere sbloccati. Io credo che manchi la volontà. In altre zone le cose si sono sistemate in pochi mesi» dice Galazzo mostrando una tabella in cui si evince che per quanto riguarda il fiume Tevere, i problemi avuti l'anno prima (novembre-dicembre 2008) hanno avuto piena soluzione nel giugno 2009 e hanno visto opere finanziate per quasi 7 milioni. «Sono due casi analoghi. Vorrei che mi venisse spiegato perché la nostra situazione è bloccata. Meno male che la Regione Liguria ha messo a disposizione fondi dell'ente stesso per fare le progettazioni, ma dei 5 milioni neanche l'ombra. I cittadini, oltre 3500 quelli che abitano nelle zone a rischio, sono esasperati: mi chiedono se possono comperare i mobili, se fare l'impianto elettrico, se devono vendere la casa. Mi sento chiedere di tutto. Non è possibile andare avanti così». Intanto il 30 dicembre scorso sono stati stanziati 4 milioni per "somma urgenza, (riconducibili quindi alla categoria dei "grandi eventi rientranti nella competenza del dipartimento della Protezione civile") per l'organizzazione e opere infrastrutturali e altro ancora per la gara velica Louis Vuitton Cup, in Sardegna. «Ecco per questo i soldi ci sono, per noi non ancora» conclude l'amereggiato Galazzo. F.R.
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