Il dolore
Chiusi nell'ultimo anno 35 negozi
A.V.
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Un negozio di abbigliamento Commercio ko: scompaiono i piccoli, soffre la grande distribuzione
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CARRARA. Anno nero per il commercio. Trentacinque negozi hanno chiuso i battenti nel 2009. A fronte di 194 iscrizioni al registro della Camera di Commercio della provincia, ci sono state 229 cessazioni di attività. Un saldo in negativo (35 attività in meno) e, per la prima volta negli ultimi anni, un segno negativo appare anche davanti alla grande distribuzione che fino ad oggi sembrava intoccabile: anche qui, invece, si è riscontrato un -1% del fatturato. Questi alcuni dei dati contenuti nelle 300 pagine del Rapporto economica dell'Istituto Studi e ricerca della Camera di Commercio che sarà presentato martedì prossimo (alle 9 e 30). Sono previsti, gli interventi del presidente della Provincia Osvaldo Angeli, del presidente della Comunità Montana Paolo Bissoli, dei sindaci di Massa e di Carrara, Roberto Pucci e Angelo Zubbani, ed anche di rappresentanti di associazioni di categoria. Ci sarà spazio per un intervento del professor Andrea Bonaccorsi dell'Università di Pisa che tra l'altro ha già collaborato con la Camera sui temi dell'innovazione. Un'occasione da non perdere per chi voglia conoscere meglio la congiuntura locale e ciò che sta cambiando nelle radici della struttura produttiva. La crisi del commercio. I primi numeri fotografano una situazione di crisi nera per il commercio. Nel 2009 il calo tendenziale del fatturato è stato del -4,1% rispetto ad un 2008 che aveva chiuso con -3,3%. Queste continue perdite stanno interessando, in special modo, le piccole attività: si conta che negli ultimi 6 anni, gli esercizi di vicinato siano diminuiti nella nostra provincia di un centinaio di unità (oggi sono meno di 4.000). In particolare, sono stati gli alimentari a chiudere di più (si è perso l'11% in 6 anni), data la maggiore concorrenza delle grandi catene distributive. Tuttavia, la novità del 2009 è che la crisi economica ha intaccato, in maniera non più soltanto episodica, anche la grande distribuzione: si tratta di un campanello d'allarme che non può non preoccupare, considerato il ventaglio di strumenti promozionali che i grandi punti vendita sono capaci di porre in essere in momenti di crisi straordinarie come quella attuale. C'è un'importante novità nell'edizione del Rapporto 2010: non solo consuntivo dell'anno passato, ma anche previsioni per l'anno in corso e, per alcuni fenomeni, per il 2011. Questo sforzo corrisponde alle attese di chi voglia conoscere se la ripresa sia effettivamente in corso nella nostra Provincia, in quale misura o se invece per il momento non si vedano spiragli di luce. Nel confronto 2008/2009, stando alle prime anticipazioni del rapporto, ci sono segnali di segno positivo (+1%) che arrivano dal turismo e (+ 1,1%) dal numero delle imprese. Di segno negativo, fra l'altro, l'aumento della disoccupazione dal 10,5% all'11,5%, la caduta della produzione industriale del 19%, la flessione dell'export del lapideo del 13%.
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