Il Tirreno

Scale mobili, Piano dice "no"

<b>SCALE MOBILI.</b> Il progetto delle discusse scale per il castello
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SCALE MOBILI. Il progetto delle discusse scale per il castello

A realizzare il progetto saranno architetti locali

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 MASSA.Ci rispondono da Genova, qualche istante d'attesa e la linea passa direttamente allo studio di Renzo Piano a Parigi. Di telefonate per avere informazioni sulle scale mobili a Massa ne sono già arrivate parecchie, ma chi è dall'altra parte della cornetta non perde la pazienza. E racconta di contatti avuti con l'amministrazione comunale per la realizzazione del progetto, ma lo studio ha detto "no".  E non in nome dell'elitarismo di chi è abituato ai mega progetti, dall'aeroporto di Osaka, alla chiesa di Padre Pio. «Abbiamo declinato la proposta - spiegano dagli uffici di Parigi - perché abbiamo molto lavoro». Forse un progetto troppo contenuto, nelle dimensioni e nel finanziamento? «No - garantiscono - non si tratta di questo. Stiamo seguendo diversi progetti e non avremmo potuto concentrarci sulla realizzazione delle scale mobili. Dopo la crisi - chiariscono - molti cantieri hanno ripreso le attività e noi non siamo abituati a prenderci impegni se non siamo in grado di seguire le attività con la massima attenzione». Insomma, troppo lavoro per accettare anche quella che per Massa è diventata ormai una vera sfida. Ma i contatti con l'archistar genovese ci sono stati. Lo conferma anche il vicesindaco Martina Nardi: «Ci siamo mossi, come è comprensibile, per portare in città professionisti di fama, ma c'è già la determina che bandisce la gara e a cui sono stati invitati cinque professionisti iscritti all'albo degli architetti del Comune». Insomma, Renzo Piano ha detto "no" e l'amministrazione è andata avanti. Anche perché il progetto conta su due milioni di finanziamento che l'amministrazione non vuole perdere: «Perdere questi soldi - precisa l'assessore - potrebbe mettere a repentaglio il finanziamento dell'intero Piuss». Un argomento quello delle scale mobili che infiamma gli animi, con l'associazione ambientalista Italia Nostra che ribadisce la sua contrarietà. La vicesindaco, da parte sua, garantisce che «l'amministrazione ha tutte le intenzioni di coinvolgere i cittadini. Per quattro giorni è stato allestito uno stand al Castello per informare i massesi, abbiamo sottoposto 3 mila persone ad un questionario e abbiamo preparato 20mila opuscoli destinati alle famiglie perché capiscano cos'è il Piuss e quali le potenzialità per la città».  Scale mobili o non scale mobili, questo è il dilemma? Beh, non la pensa così Pietro Giorgieri, uno degli architetti che ha lavorato al progetto fianco a fianco con l'amministrazione. Giorgieri ci tiene a sottolineare il fatto che l'intervento delle scale mobili è la parte di un tutto chiamato Piuss. «È come - esemplifica - se prima di una crociera si pensasse all'elica del motore, senza soffermarsi sul viaggio e sulle tappe previste». Le scale mobili, un'idea che Giorgieri abbraccia, «fanno parte - spiega - di una visione integrata del centro, dal Pomario a piazza Aranci, da piazza Mercurio alla Rocca. Solo 90 centimetri di larghezza, coperte da vegetazione, saranno invisibili». Poi alcuni aspetti tecnici: «seguono l'andamento del terreno, tranne in un punto, coprono un tratto di circa 50-60 metri e si interrompono a 80 metri dal castello. Parliamo piuttosto dei progetti nella loro interezza». Perché, aggiungiamo noi, le polemiche avranno una sola conseguenza: consegnare Massa all'immobilismo. C.S.

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