Sicurezza
Biennale. Giunta blindata sull’idea di Cattelan. Bernardini: le nostre scelte saranno rispettose della città
Biennale, suspense su Craxi al posto di Mazzini
Cinzia Carpita
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Il monumento a Mazzini nella piazza dietro l’accademia di belle arti, e il curatore della Biennale internazionale Fabio CavallucciZubbani ai partiti: stiamo valutanto ma non mescolate l'arte con la politica
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CARRARA. Suspense sull'operazione artistica Craxi-Mazzini nella Biennale di scultura che si aprirà a giugno. L'idea di Maurizio Cattelan sta facendo discutere, e la giunta ieri ha deciso di andare avanti: con prudenza, rispetto all'ipotesi di smontare il monumento in piazza Accademia per sostituirlo temporaneamente con una statua dell'ex statista. «Tutte le nostre scelte saranno rispettose della città».
Lo ha detto l'assessore Giovanna Bernardini, che ha rilasciato un commento, e stringatissimo. Bocche cucite di altri assessori interpellati, dopo la riunione di giunta («parlate con il sindaco, con la Bernardini»). Strano che un'idea artistica (perché di questo si tratta, nel contesto della Biennale che sarà un grande contenitore di cultura) produca l'effetto-riccio: una prudente chiusura. Ma il primo cittadino non si tira indietro: «E' un'idea tutta da verificare, con Cattelan, quando arriverà in città. Non intendo mischiare l'arte con la politica, - spiega Zubbani - come invece mi sembra che stia avvenendo, stando ad alcuni interventi che sono stati fatti e provenienti da settori politici». «Giù le mani da Mazzini», ha infatti detto il circolo "Pacciardi" di Carrara criticando l'idea dell'artista padovano.
E Giampaolo Pezzica, presidente della circoscrizione centro, non vorrebbe vedere tolto dal piedistallo il monumento «eretto nel lontano 1892» che ha «resistito alla monarchia e al fascismo». Ma Zubbani afferma: «A meno che non ci siano provocazioni inaccettabili, bisogna essere aperti alle espressioni artistiche, e intendo approfondire le tematiche. Poi mi esprimerò. Non voglio ora opzionare il mio pensiaro. Questa Biennale vuole essere di svolta, e dare un messaggio internazionale sull'arte contemporanea e sulla tradizione. Non voglio porre questioni politiche, bensì capire gli umori della città e non attraverso le stanze dei partiti».
Il sindaco spiega anche che, sull'eventuale sostituzione del monumento di Mazzini durante la Biennale (ipotesi che ha suscitato alcune reazioni negative in città, a cui Zubbani si riferiva nel suo commento), dovranno essere fatte anche valutazioni di tipo tecnico (e con la Soprintendenza). «Quel che mi preme è la riuscita complessiva della Biennale. Una Biennale che parta dal cuore della città, che sia percepita dalla popolazione». Il curatore dell'evento, Fabio Cavallucci, su questo obiettivo, ci sta lavorando alacramente.
«Carrara è attaccata alle proprie radici e questo è molto interessante. Cattelan - dice Cavallucci - è un artista molto sensibile e di grande intuizione, e credo che il frutto finale del suo lavoro non dispiacerà alla città, creando un dibattito elevato dal punto di vista culturale. La Biennale vuole essere utile a Carrara». Anche Cavallucci è molto concentrato sull'umore della città.
Lo ha detto l'assessore Giovanna Bernardini, che ha rilasciato un commento, e stringatissimo. Bocche cucite di altri assessori interpellati, dopo la riunione di giunta («parlate con il sindaco, con la Bernardini»). Strano che un'idea artistica (perché di questo si tratta, nel contesto della Biennale che sarà un grande contenitore di cultura) produca l'effetto-riccio: una prudente chiusura. Ma il primo cittadino non si tira indietro: «E' un'idea tutta da verificare, con Cattelan, quando arriverà in città. Non intendo mischiare l'arte con la politica, - spiega Zubbani - come invece mi sembra che stia avvenendo, stando ad alcuni interventi che sono stati fatti e provenienti da settori politici». «Giù le mani da Mazzini», ha infatti detto il circolo "Pacciardi" di Carrara criticando l'idea dell'artista padovano.
E Giampaolo Pezzica, presidente della circoscrizione centro, non vorrebbe vedere tolto dal piedistallo il monumento «eretto nel lontano 1892» che ha «resistito alla monarchia e al fascismo». Ma Zubbani afferma: «A meno che non ci siano provocazioni inaccettabili, bisogna essere aperti alle espressioni artistiche, e intendo approfondire le tematiche. Poi mi esprimerò. Non voglio ora opzionare il mio pensiaro. Questa Biennale vuole essere di svolta, e dare un messaggio internazionale sull'arte contemporanea e sulla tradizione. Non voglio porre questioni politiche, bensì capire gli umori della città e non attraverso le stanze dei partiti».
Il sindaco spiega anche che, sull'eventuale sostituzione del monumento di Mazzini durante la Biennale (ipotesi che ha suscitato alcune reazioni negative in città, a cui Zubbani si riferiva nel suo commento), dovranno essere fatte anche valutazioni di tipo tecnico (e con la Soprintendenza). «Quel che mi preme è la riuscita complessiva della Biennale. Una Biennale che parta dal cuore della città, che sia percepita dalla popolazione». Il curatore dell'evento, Fabio Cavallucci, su questo obiettivo, ci sta lavorando alacramente.
«Carrara è attaccata alle proprie radici e questo è molto interessante. Cattelan - dice Cavallucci - è un artista molto sensibile e di grande intuizione, e credo che il frutto finale del suo lavoro non dispiacerà alla città, creando un dibattito elevato dal punto di vista culturale. La Biennale vuole essere utile a Carrara». Anche Cavallucci è molto concentrato sull'umore della città.
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