Tentò di incendiare la casa, condannato
Sergio Mastrini
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Il tribunale di Pontremoli Nell'abitazione risiedeva la ex compagna del suo collega col nuovo convivente
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PONTREMOLI. Condannato a due anni, oltre al pagamento di mille euro di multa, l'imprenditore edile 47enne, G.M., sardo ma residente a Massa, accusato di aver tentato di dare fuoco, assieme a un conoscente, all'abitazione dove risiedevano la ex compagna dell'amico con il suo attuale convivente. La sentenza, emessa dal giudice Maurizio Mauceri (pm Lara Nvarrini) al termine dell'udienza, svoltasi ieri mattina in tribunale a Pontremoli, rappresenta l'ultimo atto di un causa iniziata sette anni fa, che aveva visti coinvolti due amici, all'epoca quarantenni, accusati di avere causato un incendio doloso alla casa della ex-convivente di uno di loro. L'abitazione in questione è nella Valle del Lucido, nei pressi di Monzone, mentre i fatti risalgono a una sera di maggio del 2003, quando la villetta in questione divenne oggetto di un attentato incendiario per mezzo di un sistema di innesco in cui una corda legata al balcone della casa e collegata a una moto, avrebbe dovuto fungere da miccia dando fuoco al liquido versato da alcune taniche di benzina; ma lo stratagemma funzionò a metà. In casa non c'era nessuno, ma i rumori all'esterno insospettirono un vicino di casa che diede l'allarme. Sul posto giunse in breve una pattuglia dei carabinieri guidata da un brigadiere e l'incendio fu subito spento. A seguito della denuncia da parte della donna in questione, prese avvio un procedimento penale a carico dell'ex convivente, ingelosito perché la stessa aveva stretto legame sentimentale con un altro uomo. Anche l'amico dell'ingelosito venne coinvolto nel processo. L'ex convivente, in una precedente udienza, patteggiò la pena di 2 anni e 6 mesi, assumendosi tutte le sue responsabilità, mentre l'amico, accusato di avere partecipato al tentativo di incendio, difeso dall'avv. Alessandro Maneschi di Massa, si dichiarò estraneo ai fatti. Ieri mattina la sentenza: la pm Lara Navarrini, dopo aver ascoltato la dettagliata relazione dei fatti del brigadiere dei carabinieri intervenuto quella sera, ha chiesto la condanna dell'imputato. Il giudice Maceri ha poi condannato G.M. a 2 anni e al pagamento di mille euro di spese. Comunque la sentenza beneficerà dell'indulto, risalendo i fatti al 2003.
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