Sicurezza
Tarsu, oltre 4 milioni di inevaso
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RIFIUTI. La raccolta della spazzatura in città I morosi sono quasi 8mila. Il Pd: che sta facendo la Master?
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MASSA. Oltre 7.600 morosi, per un totale di più di 4 milioni di euro di bollette non pagate. Sono imponenti i numeri del Comune sull'inevaso della Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani, aggiornato al 30 settembre scorso. Ma il Pd accusa: i dettagli del recupero sono incompleti, avrebbe dovuto esserci una ricognizione a gennaio con relativi avvisi di accertamento per chi non si era ancora messo in regola. In particolare, il Partito democratico punta il dito contro la Master, la società pubblica che avrebbe dovuto occuparsi della questione. E che, secondo gli esponenti del partito, non l'ha fatto. Causando così non pochi problemi nel recupero di una quantità di denaro notevole, con danni al bilancio comunale. «Avevamo chiesto all'amministrazione comunale alcuni dati - afferma una nota del Pd - il numero degli inadempienti alla data del 30 settembre 2009; il numero degli avvisi di pagamento inviati con scadenza 15 gennaio; il conto degli avvisi; quanti risultano pagati alla data del 15 gennaio, il riscosso; quanti risultavano ancora inadempienti dopo il 15 gennaio e l'eventuale riscosso allo scadere del termine di ulteriori tre mesi, cioè il 15 aprile». Il Comune ha replicato fornendo due dati: il numero degli utenti inadempienti alla data del 30 settembre, 7.699, e l'importo degli avvisi di sollecito, 4.119.660,73 euro. Mica bruscolini. «In poche parole - contesta il Pd - non si ha idea di quale sia stato l'esito dell'operazione. A partire, infatti, dalla scadenza del 15 gennaio e fino al termine del 15 aprile Master srl avrebbe dovuto effettuare la ricognizione dei mancati pagamenti e provvedere all'invio degli avvisi di accertamento, ma pare che nessuno possa o voglia dire se queste attività siano state svolte e quale ne sia stato l'esito». «La sensazione - conclude il Pd - è che questa società sia completamente in balia degli eventi, con personale malpagato, privo di mezzi e gestito in maniera sciagurata. Esprimiamo la nostra forte preoccupazione, perché con una tale disorganizzazione ne va non solo della qualità della riscossione, ma anche della stabilità del bilancio comunale».
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