Il Tirreno

Spari nella notte a Nazzano

Corrado Benzio / Alessandra Vivoli
Da sin. l’ospedale e il tratto di Aurelia dove è avvenuta l’aggressione
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Da sin. l’ospedale e il tratto di Aurelia dove è avvenuta l’aggressione

La gente: dopo l'incidente abbiamo sentito dei colpi

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 CARRARA. Una lite furibonda alle due di notte, dopo un incidente stradale. Lungo la via Aurelia, all'altezza del semaforo che incrocia con la via provinciale. A Nazzano, prima periferia della città.  Una macchina in mezzo alla strada, senza nessuno a bordo. Il vetro del finestrino spaccato e una ragazza che chiede aiuto piangendo: «Chiamami l'ambulanza». E, subito dopo viene ricoverata in ospedale. Dove, più tardi, si presenta anche il pedone investito.  Secondo alcuni testimoni, anche alcuni colpi di pistola che squarciano la notte.  Questo il racconto di una notte del Primo maggio di terrore lungo la statale Aurelia. Gli accertamenti sono ancora in corso: le forze dell'ordine per il momento non si sbilanciano (le indagini sono aperte) ma hanno incontrato già il sindaco Zubbani per metterlo al corrente delle cose. E lo rivedranno (l'appuntamento ci è stato confermato dal sindaco stesso) anche in mattinata.  La gente del posto non ha molta voglia di parlare, ma alcune testimonianze parlano di una lite furibonda nata dopo un incidente stradale: o meglio dopo che una ragazza ha urtato con la macchina un giovane dell'est. Questo avrebbe poi scatenato la reazione del fratello che se l'è presa con la donna colpendola al volto e alla testa.  In questa storia delicata ci sono, ad oggi alcune certezze: l'incidente stradale avvenuto sulla via Aurelia (nella zona per un po' di tempo è stata interrotta la circolazione del traffico). E una giovane donna ricoverata da sabato notte al monoblocco: con lesioni al volto e alla testa.  La ragazza aggredita sta meglio. È ancora ricoverata in ospedale. Ma sta meglio la ragazza aggredita la notte del Primo maggio sulla via Aurelia, dopo un incidente stradale. Secondo le prime ricostruzioni la ragazza, poco più che ventenne, avrebbe urtato un giovane dell'est che stazionava in mezzo alla strada con un gruppo di amici: il fratello se la sarebbe presa con la donna, facendola uscire dall'auto e picchiandola selvaggiamente. E sbattendole la testa più volte contro il cofano della macchina. Sul fatto sono ancora in corso le indagini che avranno l'obiettivo di chiarire quanto è accaduto.  La giovane donna domenica notte ha riposato e le sue condizioni sono stabili. Non è mai stata in pericolo di vita, ma non è ancora in grado, a causa dei traumi riportati alla testa e al volto, di lasciare l'ospedale dove si trova, per dirla in termini medici, «in osservazione».  La testimonianza. Un gran vociare. Le lacrime di una ragazza, sul ciglio della strada (e quindi fuori dalla macchina) e gente, parecchia gente, che scappava in direzione Sarzana. Questo il racconto della notte del Primo maggio sull'Aurelia visto da un testimone, una delle residenti della zona in cui è avvenuto l'incidente.  «Mi ha svegliato mia nipote: erano le due di notte, e sull'Aurelia, appoggiata a un albero, c'era una ragazza che stava urlando. Diceva di chiamarle l'ambulanza».  A raccontare quanto è accaduto la notte del primo maggio è una signora che vive in una delle casette che si affacciano sulla via Aurelia, poco prima dell'incrocio con la via Provinciale che porta a Nazzano. «C'era una macchina ferma in mezzo alla strada, vicino al semaforo - racconta la donna - e una ragazza che imprecava e diceva, rivolgendosi a un ragazzo, di chiamare i soccorsi. E poi c'era altra gente che scappava, in direzione Sarzana. Tutto qui, io non ho visto altro anche perché mi sono svegliata di soprassalto e non sono riuscita a capire bene cosa stesse succedendo, cosa gridavano in strada. Certo se avessi visto un uomo picchiare una ragazza non sarei stata alla finestra ma avrei fatto qualcosa di sicuro per impedirglielo».  Il bar sull'Aurelia: mai avuto problemi di sicurezza. «Noi qui non abbiamo mai avuto problemi di sicurezza, abbiamo letto quello che è successo sul giornale».  A parlare è il titolare del bar sull'Aurelia «Caffè del principato», che si trova proprio a pochi metri dall'incrocio dove è stata aggredita la ragazza finita all'ospedale.  «Abbiamo aperto nel gennaio scorso - dice il titolare, Roberto Tenerani - Noi lavoriamo dalla mattina presto fino alle 8 di sera. Non siamo mai aperti fino a tardi ma anche dopo i week end, troviamo tutto a posto, neppure una bottiglia per terra e anche fuori dal locale è tutto in ordine. Il problema della sicurezza noi non l'abbiamo mai avuto».

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