Il Tirreno

Pontremoli. A giudizio per la morte di un avvocato di 49 anni colpito da infarto al ristorante

Noto medico a processo

Corrado Benzio
Il pronto soccorso dell’ospedale di Pontremoli
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Il pronto soccorso dell’ospedale di Pontremoli

Per il perito sbagliate le manovre di rianimazione

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 PONTREMOLI. Quell'avvocato era molto conosciuto e anche amato. Per la sua simpatia e per il fatto che arrivasse da un paese lontano, italiano solo per politica, ovvero Bolzano. La sua morte improvvisa provocò sorpresa e dolore.  Hans Lanznaster aveva 49 anni quando, a Pontremoli dove esercitava la professione in uno studio del centro, vene colto da malore mentre cenava al ristorante. Era il 2008  Da quell'infarto, gravissimo, è iniziata la sua odissea e anche una vicenda giudiziaria che ha un primo punto fermo: un medico di Pontremoli (in realtà vive a Carrara) è stato rinviato a giudizio per omicidio colposo.  L'avvocato colto da infarto venne soccorso da un'ambulanza di Mulazzo.  A bordo del mezzo c'era il dottor Maurizio Lazzini che fu il primo ad intervenire per rianimare il professionista.  Ma i primi interventi di rianimazione non sortirono alcun effetto. Solo arrivato in ospedale, il paziente venne effettivamente rianimato dai medici del pronto soccorso.  Purtroppo al cervello del legale era mancato per troppo tempo l'ossigeno e l'uomo rimase in coma per quasi 18 mesi prima di morire.  La famiglia fece denuncia per quanto successo ed è allora iniziata una lunga indagine portata avanti dal sostituto procuratore della Repubblica di Massa, dottoressa Alessandra Conforti.  La perizia medica ordinata dal pubblico ministero ha accertato che in quel primo soccorso in ambulanza ci furono degli errori da parte del medico.  Con questa perizia la dottoressa Conforti si è presentata davanti al gup del Tribunale dottor Ermanno De Mattia. Il quale viste le carte ha deciso il rinvio a giudizio del dottor Maurizio Lazzini, l'accusa formulata dal giudice per le indagini preliminari è quella di omicidio colposo.  Toccherà ora alla difesa smontare l'accusa.  Intanto la Procura di Massa porta avanti un'altra inchiesta legata ad una donna di 59 anni morta l'agosto del 2009 a Pontremoli dopo una giornata di tira e molla con la guardia medica e poi di un ricovero, risultato tardivo, all'ospedale di Pontremoli.  In quell'occasione sono stati i figli che - tramite l'avvocato Alessio Menconi - hanno chiesto alla Procura di Massa di indagare se tutto era andato come da legge.  La dottoressa Rossella Soffio, titolare dell'inchiesta, ha chiesto una perizia sulle cause della morte. Perizia che è arrivata sul suo tavolo, ma è stato richiesto un ulteriore supplemento di analisi.

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