Il Tirreno

Il processo.In udienza anche due compagni. I genitori di una delle vittime raccontano il malessere della figlia

Molestate a scuola, parlano le studentesse

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TRIBUNALE. Ieri si è svolta la seconda udienza del processo all’educatore Sotto, l’istituto alberghiero

Le due ragazze interrogate dal pm: accusano un educatore del convitto all'alberghiero

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 MASSA. Ieri a parlare, in aula, sono state loro. Due ragazzine, di cui una ancora minorenne, che accusano un educatore, un uomo già nonno, di violenze sessuali. I fatti sarebbero avvenuti nel maggio 2008 nel convitto dell'alberghiero.  A febbraio si è svolta la prima udienza. Ieri, di fronte al collegio formato dai giudici Maria Cristina Failla, Antonia Aracri e Ermanno De Mattia, le ragazze hanno raccontato la loro versione dei fatti.  Hanno risposto alle domande del pubblico ministero Federico Manotti e a quelle dell'avvocato della difesa. Sono stati sentiti anche due compagni di convitto, un ispettore di polizia e i genitori di una delle ragazze, tutti testimoni dell'accusa.  Il processo si è svolto a porte chiuse a tutela delle due giovani.  L'avvocato Michela Luperini che rappresenta una delle due studentesse spiega che «sono rimaste tranquille e hanno ricostruito con serenità l'accaduto». Fin dalla prima udienza era emersa la tesi difensiva: l'avvocato dell'educatore aveva sottolineato l'incertezza di una delle due convittrici in merito alla data delle molestie. «La ragazza - spiega Michela Luperini - ha ribadito di non essere in grado di indicare la data con certezza». Altro argomento abbozzato dalla difesa è quello di un rimprovero dell'educatore alle ragazze, che non risulterebbe, però, dal registro del convitto. «Una delle giovani - continua il legale - non ha fatto alcun riferimento al rimprovero, l'altra invece ricorda che l'educatore l'aveva rimproverata in occasione di un litigio con il fidanzatino. La ragazzina ha ammesso con serenità e senza alcun timore». Hanno testimoniato anche i genitori di una delle due studentesse i quali hanno raccontato il malessere della figlia nei giorni prima di confidare quanto le sarebbe accaduto. Le ragazze non si sono costituite parte civile e si riservano una causa civile in un secondo momento. Il processo è stato aggiornato al 30 giugno quando saranno ascoltati i 9 testimoni della difesa. C.S.

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