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Marmo, Rifondazione bacchetta gli industriali
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CARRARA. Il Coordinamento Comunale del Prc, per le problematiche del marmo, concorda con la posizione assunta dal sindaco sulle tariffe, sul rinnovo delle concessioni, e sul rilancio della Imm. «Abbiamo infatti condiviso ad inizio legislatura l'impostazione dell'amministrazione sulla questione marmo. Criteri precisi per il rilascio delle concessioni, uniti ad un'equa revisione tariffaria avrebbero dovuto assicurare un maggior gettito, anche in considerazione che L'amministrazione sta realizzando una infrastruttura specialistica come la strada dei marmi ed è impensabile farne ricadere i costi sui cittadini impegnando il bilancio per anni. Oggi assistiamo ad un arroccamento di Assindustria che rompe con gli impegni presi e documenti siglati in occasione di vari tavoli istituzionali». «C'è il tentativo di esportare la promozione del marmo svuotando la Imm ed impedendo un suo rilancio attraverso l'istituzione del Polo tecnologico, insomma un tentativo di togliere la centralità di Carrara, del distretto lapideo, con ulteriori pesanti ripercussioni anche in termini occupazionali. Occorre ricordare che le cave di marmo sono un bene della collettività carrarese e che sono date in concessione onerosa e temporanea». «L'amministrazione - aggiunge il Prc - si è impegnata pesantemente dal punto di vista economico realizzando la strada dei marmi, l'impianto di lavaggio del camion, provvedendo al lavaggio delle strade per ridurre l'impatto delle polveri derivanti dal trasporto a valle del marmo; si è impegnata a rilanciare a rinnovare la Imm promuovendo nuovi strumenti di valorizzazione del marmo in cambio nulla». Rifondazione Comunista, invita il sindaco «ad andare avanti, e le forze di maggioranza a sostenerlo con forza. Proponiamo di rivedere la questione relativa al rilascio delle concessioni, una visione del nostro regolamento. Proponiamo inoltre che il sindaco chiami i concessionari intormo ad un tavolo per arrivare ad un accordo che preveda che una quota del marmo estratto sia lavorata in loco per il rilancio dell'occupazione».
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