Il Tirreno

Tanta gente in centro, peccato per i negozi

<b>SERRANDE ABBASSATE.</b> Negozi chiusi in citt&agrave;
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SERRANDE ABBASSATE. Negozi chiusi in città

Alessandro Amorese attacca il Comune per la revoca all'apertura

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 MASSA. Davvero animata la città in questo fine settimana. Allo Spino Fiorito si è aggiunto ieri il raduno delle confraternite. Migliaia di persone, in gran parte anziane, hanno allegramente invaso la città. La pioggia non ha reso piacevole la loro giornata anche se alla rabbia per il maltempo, si è aggiunta anche qualche lamentale per i negozi chiusi. Si aspettavano di poter fare qualche acquisto, ma le serrande, come ogni domenica del resto, erano abbassate. Anche il 1º maggio chi, dalla rocca, è sceso in città, ha fatto i conti con vetrine spente e negozi chiusi. La decisione dell'amministrazione di revocare la deroga all'apertura concessa anche ai commercianti del centro storico fa discutere. Sulla questione interviene anche il consigliere comunale del Pdl, Alessandro Amorese.  «La concomitanza del 1º maggio con lo Spino Fiorito e col fatto di essere in calendario di sabato - scrive il consigliere - non poteva che portare alla decisione saggia di far tenere aperti i negozi anche in centro città». E secondo Amorese la scelta sarebbe determinata da «logiche interne alla maggioranza Sinistra-Udc, logiche - continua - che hanno fatto scegliere per la revoca dell'ordinanza. Una scelta da una parte ideologica, di un'amministrazione ostaggio della sinistra più radicale e dall'altra sotto ricatto della grande distribuzione. Una giunta capital-comunista, come in Cina.  Contestiamo con forza questa marcia indietro che penalizza ancora una volta i commercianti del centro, dimenticati e al tempo stesso vessati dalle amministrazioni che si sono succedute negli anni e poi - critica - mal rappresentate dai vertici delle associazioni di categoria. Ma Massa non era comune turistico? Tutto intero o solo una parte? In un periodo di crisi ci si sarebbe aspettati più coraggio da parte del sindaco: la festa del Primo Maggio è la Festa del Lavoro, non ha il significato opposto. Qui si fa la festa ai lavoratori, che avrebbero potuto usufruire di una bella giornata, in piena primavera, i commercianti non avrebbero tratto giovamento da tutti questi fattori? È una domanda retorica. E le città a noi vicine? Hanno sempre il centro cittadino colmo di gente, solo due esempi su tutti, Sarzana e Pietrasanta. Più vive e più coraggiose».

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