Il Tirreno

Basta domiciliari: Giuseppe Pieroni torna in libertà

Chiara Sillicani
Il distributore di viale Democrazia di Pieroni
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Il distributore di viale Democrazia di Pieroni

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MASSA. Circa quindici giorni ai domiciliari. Poi la decisione del gip Giuseppe Laghezza, del tribunale di Massa, di rimettere in libertà Giuseppe Pieroni. L'ormai ex presidente provinciale di Confesercenti era rimasto coinvolto nell'inchiesta della Procura di Livorno su un traffico illecito di carburante. E il giudice per le indagini preliminari di Livorno Paola Caporali aveva disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari. Ma il suo legale, l'avvocato Umberto Zangani, ha chiarito fin da subito che la posizione del noto benzinaio è marginale rispetto a quella degli altri soggetti coinvolti nelle indagini. A lui, infatti, non è contestata l'associazione a delinquere, ma soltanto la ricettazione.  E proprio perché non è coinvolto nell'associazione, il giudice di Livorno, ha ritenuto che la competenza a giudicare Pieroni sia del Tribunale di Massa a cui, da Livorno, sono stati trasferiti tutti gli atti. Il reato di ricettazione, che viene contestato al benzinaio, si sarebbe consumato, infatti, a Massa.  In attesa del passaggio di competenze da una Procura all'altra, però, il legale di Pieroni, ha impugnato l'ordinanza emessa dal gip di Livorno (quella che disponeva i domiciliari) di fronte al Tribunale del riesame di Firenze. Che però non si è ancora pronunciato. Nel frattempo tutti gli atti relativi alla posizione di Giuseppe Pieroni nell'indagine sono passati nelle mani della Procura di Massa. Il pubblico ministero competente è Alberto Dello Iacono.  E non a caso anche l'interrogatorio di garanzia si è svolto a Massa, su delega del Tribunale di Livorno, davanti al giudice per le indagini preliminare Giuseppe Laghezza. «Pieroni - chiarisce il suo legale - ha potuto spiegare la sua versione dei fatti. Poi - prosegue - quando il fascicolo è arrivato a Massa (con il definitivo passaggio di competenze ndr), il pubblico ministero Dello Iacono ha ritenuto di dover risentire il benzinaio per chiarire alcuni passaggi».  Mercoledì, quindi, si è svolto un secondo interrogatorio dopo cui il legale ha presentato istanza di scarcerazione. E venerdì, alla luce dei chiarimenti dati da Pieroni, in sede di interrogatorio, su parere favorevole del pm, è arrivata la decisione del gip: Giuseppe Peroni è in libertà. Ora il legale attende che si pronunci anche il tribunale del riesame. «Se il tribunale - spiega l'avvocato Zangani - dovesse ritenere che la decisione del gip di Livorno (quella dei domiciliari ndr) è stata corretta, nulla cambierebbe per Pieroni». La pronuncia passerebbe agli atti, ma il benzinaio rimarrebbe in libertà. Altra storia se il tribunale del riesame dovessero ritenere "sbagliata" la scelta dei domiciliari. «A quel punto il mio assistito - chiarisce l'avvocato - potrebbe anche chiedere il risarcimento del danno per ingiusta detenzione. Ora - conclude - ci concentreremo sulla possibilità di ottenere il dissequestro del distributore, anche perché non credo ci siano problemi relativi alla conservazione delle prove».

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