Gioco
Via dei marmi, accordo sull'Iva. E spunta il pedaggio
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Il professor Centore, Angelo Zubbani, e Bruno MundaAccordo sull'Iva: 900mila anziche 25 milioni di euro
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CARRARA. La strada dei marmi sarà completata davvero. La spada di Damocle della maxi-multa da 20-25 milioni di euro (che rischiavano di raddoppiare con le sanzioni) per la vicenda dell'Iva, finalmente non c'è più: il contenzioso con l'Agenzia dell'Entrate, dopo due anni, è stato risolto. La Progetto Carrara (e quindi il Comune) ha trovato un accordo per fare pace con circa 800mila euro.
In conferenza stampa, il sindaco Angelo Zubbani - affiancato dagli assistenti, il prof. Paolo Centore di Genova (insegna diritto tributario all'Università di Parma) e il commercialista Bruno Munda (già presidente dei revisori della Progetto) - ha espresso la soddisfazione per il risultato raggiunto e lo scampato pericolo. I rischi erano enormi: «Tutto iniziò due anni fa con la verifica della Guardia di finanza - ricorda Zubbani - e solo oggi posso dire con certezza che la strada dei marmi sarà terminata.
Non so se in città se n'era avuta del tutto la consapevolezza, ma se dal contenzioso ne fossimo usciti soccombenti, ben difficilmente ci sarebbero state risorse anche per completare l'opera. Qui si parlava di 20-25 milioni di euro più le sanzioni. Ora chiudiamo a tutti i livelli con circa 850mila euro: non sono pochi, ma ritengo che si tratti di una cifra accettabile».
E ora, il pedaggio. L'iter per il quale si è arrivati a risolvere il rebus dell'Iva lo hanno spiegato gli esperti, cioé l'avvocato professor Centore e il commercialista Munda.
In sostanza, secondo la Finanza, l'Iva non era detraibile nelle operazioni della Progetto Carrara perché non vi era una prospettiva di "valore aggiunto": si vedeva la strada come un'opera "statica", che non avrebbe prodotto affari e redditi (non era previsto un pedaggio) tali da giustificare le operazioni di detraibilità messe in atto fin dal 2003 da parte della Progetto Carrara. «Siamo riusciti invece a dare una interpretazione dinamica a quanto già prevedeva la convenzione originaria - sintetizza il professor Centore - e così siamo arrivati a risolvere le contestazioni».
Tecnicamente, fra conciliazioni (per il 2003, le sanzioni vengono ridotte di un terzo), adesioni (riduzione di un quarto, per il 2004, 2005 e 2006), autotutela (2007), e l'accettazione di altri rilievi definiti "minori" (l'imponibilità del contributo Urban), i consulenti della Progetto Carrara sono arrivati a una transazione, a un accordo fiscale che ha il costo complessivo di quasi 900mila euro (644mila di sanzioni, 187mila di interessi, più 50-60mila accessori), ma ha indubbi benefici. Intanto, dà certezza del diritto: si va avanti così, nella sicurezza che l'operato messo in campo all'inizio era giusto.
E soprattutto, entro l'anno potranno arrivare nelle casse ben sei milioni di crediti Iva vantati dalla società, e che fino ad oggi erano congelati dall'amministrazione centrale, in attesa di definire il contenzioso. Se la Progetto Carrara avesse scelto di arrivare alla Cassazione, probabilmente avrebbe vinto fra una decina d'anni, ma di fatto avrebbe perso comunque perché quei sei milioni cash li avrebbe dovuti andare a prendere sul mercato. Con costi comprensibili.
Centomila euro l'anno di manutenzione. Insomma, la chiave di volta per risolvere la partita è stata quella di evidenziare quel punto della convenzione in cui si prevede che vi sarà un "regolamento di gestione del traffico veicolare". Ecco che da statica la strada - il regolamento prevederà un pedaggio - diventerà dinamica e produttrice di reddito da assoggettare a Iva. Il pedaggio coprirà sicuramente i circa 100mila euro l'anno previsti per le manutenzioni; da valutare se vi sarà un pedaggio vero e proprio, da studiare nelle forme, o se quella cifra (che poi sarà assoggettata a Iva per l'Agenzia delle Entrata) sarà stornata dagli accordi con le categorie. Insomma, il "germe" dell'imponibilità c'era. Bisognava solo farlo emergere; e ora che è alla luce, bisognerà farlo digerire alle categorie e agli industriali. Ma viste le partite che si andranno a discutere (tariffe e concessioni), non saranno certo i 100mila euro di pedaggio l'anno a spaventare gli imprenditori.
In conferenza stampa, il sindaco Angelo Zubbani - affiancato dagli assistenti, il prof. Paolo Centore di Genova (insegna diritto tributario all'Università di Parma) e il commercialista Bruno Munda (già presidente dei revisori della Progetto) - ha espresso la soddisfazione per il risultato raggiunto e lo scampato pericolo. I rischi erano enormi: «Tutto iniziò due anni fa con la verifica della Guardia di finanza - ricorda Zubbani - e solo oggi posso dire con certezza che la strada dei marmi sarà terminata.
Non so se in città se n'era avuta del tutto la consapevolezza, ma se dal contenzioso ne fossimo usciti soccombenti, ben difficilmente ci sarebbero state risorse anche per completare l'opera. Qui si parlava di 20-25 milioni di euro più le sanzioni. Ora chiudiamo a tutti i livelli con circa 850mila euro: non sono pochi, ma ritengo che si tratti di una cifra accettabile».
E ora, il pedaggio. L'iter per il quale si è arrivati a risolvere il rebus dell'Iva lo hanno spiegato gli esperti, cioé l'avvocato professor Centore e il commercialista Munda.
In sostanza, secondo la Finanza, l'Iva non era detraibile nelle operazioni della Progetto Carrara perché non vi era una prospettiva di "valore aggiunto": si vedeva la strada come un'opera "statica", che non avrebbe prodotto affari e redditi (non era previsto un pedaggio) tali da giustificare le operazioni di detraibilità messe in atto fin dal 2003 da parte della Progetto Carrara. «Siamo riusciti invece a dare una interpretazione dinamica a quanto già prevedeva la convenzione originaria - sintetizza il professor Centore - e così siamo arrivati a risolvere le contestazioni».
Tecnicamente, fra conciliazioni (per il 2003, le sanzioni vengono ridotte di un terzo), adesioni (riduzione di un quarto, per il 2004, 2005 e 2006), autotutela (2007), e l'accettazione di altri rilievi definiti "minori" (l'imponibilità del contributo Urban), i consulenti della Progetto Carrara sono arrivati a una transazione, a un accordo fiscale che ha il costo complessivo di quasi 900mila euro (644mila di sanzioni, 187mila di interessi, più 50-60mila accessori), ma ha indubbi benefici. Intanto, dà certezza del diritto: si va avanti così, nella sicurezza che l'operato messo in campo all'inizio era giusto.
E soprattutto, entro l'anno potranno arrivare nelle casse ben sei milioni di crediti Iva vantati dalla società, e che fino ad oggi erano congelati dall'amministrazione centrale, in attesa di definire il contenzioso. Se la Progetto Carrara avesse scelto di arrivare alla Cassazione, probabilmente avrebbe vinto fra una decina d'anni, ma di fatto avrebbe perso comunque perché quei sei milioni cash li avrebbe dovuti andare a prendere sul mercato. Con costi comprensibili.
Centomila euro l'anno di manutenzione. Insomma, la chiave di volta per risolvere la partita è stata quella di evidenziare quel punto della convenzione in cui si prevede che vi sarà un "regolamento di gestione del traffico veicolare". Ecco che da statica la strada - il regolamento prevederà un pedaggio - diventerà dinamica e produttrice di reddito da assoggettare a Iva. Il pedaggio coprirà sicuramente i circa 100mila euro l'anno previsti per le manutenzioni; da valutare se vi sarà un pedaggio vero e proprio, da studiare nelle forme, o se quella cifra (che poi sarà assoggettata a Iva per l'Agenzia delle Entrata) sarà stornata dagli accordi con le categorie. Insomma, il "germe" dell'imponibilità c'era. Bisognava solo farlo emergere; e ora che è alla luce, bisognerà farlo digerire alle categorie e agli industriali. Ma viste le partite che si andranno a discutere (tariffe e concessioni), non saranno certo i 100mila euro di pedaggio l'anno a spaventare gli imprenditori.
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