Gioco
Lungo monologo dentro allospedale
La magia del teatro di Moni Ovadia arriva in oncologia
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Maurizio Cantore e Moni Ovadia 1 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Il grande teatro entra in ospedale. Al quarto piano del monoblocco, nella sala da musica del reparto di oncologia, protagonista Moni Ovadia. L'attore che, proprio ieri sera era in scena agli Animosi con il suo «Shylock, il mercante di Venezia», è stato ospite degli ormai famosi «mercoledì» in oncologia, che hanno lanciato il progetto «Donatori di musica» in tutta Italia. E, hanno portato in reparto big del calibro di Elio e le storie tese, Stefano Bollani, Renzao Arbore e Mariangela Melato. Ora anche Moni Ovadia. L'attore, ha saltato le prove ieri pomeriggio e a fianco del primario di oncologia Maurizio Cantore, ha intrattenuto il pubblico (pazienti, familiari, amici e infermieri) con un lungo monologo. Partendo dal tema dell'«occasione» per fare una lunga riflessione sulla mancanza di interiorità del mondo moderno. Senza dimenticare la cultura ebraica di cui proprio Ovadia è uno dei protagonisti e degli interpreti a livello mondiale. E le storielle ebree, con quell'umorismo che - ha sottolineato l'attore: «Hanno salvato un popolo dall'orrore dei campi di concentramento». E che ieri in ospedale hanno strappato parecchi sorrisi a una platea gremitissima. Un altro pomeriggio di magia. Come ogni mercoledì. A.V.
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