Attenzione
MASSA
Perde 10mila euro giocando al videopoker
Ha cominciato a giocare per caso ma si è fatta travolgere dal demone della scommessa e un giorno dopo l'altro ha continuato a presentarsi nello stesso bar perdendo somme sempre più consistenti. In poco tempo una ristoratrice straniera di 40 anni ha sperperato in questa maniera diecimila euro con le slot machine fino a che la polizia, intervenuta dopo che aveva dato in escandescenze, l'ha convinta a farsi curare da un medico
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MASSA. In poche settimane si è letteralmente rovinata, sperperando quasi diecimila euro a quelle maledette slot machine. Macchinette che aveva conosciuto per caso, quando un amico le aveva fatto vedere come funzionavano.
E lei aveva vinto, pochi spiccioli ma carichi di emozioni. Da allora non si è più fermata. Protagonista un’imprenditrice straniera che vive nel centro storico. La quarantenne, che lavora nel campo della ristorazione, si è lasciata prendere dal demone del gioco. Ma dopo il primo giorno che aveva chiuso in attivo di pochi euro, si è presentata la mattina seguente carica di banconote.
Le cose sono andate diversamente da quanto aveva previsto: in un paio di ore aveva allegerito il suo conto corrente di quattrocento euro. Invece di fermarsi le è venuto l’impulso di continuare a giocare alla slot, per rientrare della perdita ma anche per un senso di rivalsa verso la dea bendata che l’aveva abbandonata e verso quella maledetta macchinetta che sembrava prendersi gioco di lei.
E così per la terza mattina di seguito si è presentata all’apertura del bar (che la polizia ha deciso di far restare anonimo). Ancora una pesante mazzata al conto corrente, più di seicento euro. E le prime lamentele: «Queste macchine sono truccate - ha iniziato a urlare -. Rivoglio i miei soldi indietro. Siete dei ladri».
Il barista ha cercato di calmarla e poi è tornato dietro al bancone a preparare drink e caffé agli altri clienti. Tutto risolto? Macché. La ristoratrice era tornata a casa e la mattina seguente non si era fatta vedere. Sembrava essere rinsavita ma passati un paio di giorni era tornata alla carica. Altre banconote e altre ore interminabili fatte di pulsanti schiacciati, attimi di suspance e profonda delusione.
Un altro migliaio di euro in fumo e ancora invettive verso il titolare del locale. E non solo: già che c’era aveva insultato pure il proprietario delle slot che era andato a ritirare l’incasso. Il barista, esasperato, a quel punto ha chiamato la polizia. Una volante è intervenuta per verificare quanto stava accadendo: le accuse della ristoratrice però erano infondate perché le macchinette erano regolari al 100 per cento.
Poteva finire lì invece... L’altra mattina la quarantenne si è ripresentata: ha giocato alcune ore e poi quando ha finito i soldi ha cominciato a urlare. La polizia è tornata nel locale e l’ha convinta a farsi visitare da un medico. Così ha fatto, poi è tornata a casa assicurando il dottore che avrebbe smesso una volta recuperati i suoi soldi. Più o meno ha perso diecimila euro, impossibile che se li riprenda.
Qualche mese fa all’ospedale era finita una cinquantenne per la sua mania di giocare al gratta e vinci. La donna in un solo giorno aveva speso migliaia di euro per acquistare i tagliandi. Si era fatta prendere così tanto la mano dal gioco che i suoi familiari avevano chiesto l’intervento dei medici. E i dottori avevano poi consigliato il ricovero. La cosa curiosa era che neppure la cinquantenne sapeva spiegare il perché della sua passione per i gratta e vinci. Una vera e propria malattia che le aveva fatto sperperare una somma ingente.
E lei aveva vinto, pochi spiccioli ma carichi di emozioni. Da allora non si è più fermata. Protagonista un’imprenditrice straniera che vive nel centro storico. La quarantenne, che lavora nel campo della ristorazione, si è lasciata prendere dal demone del gioco. Ma dopo il primo giorno che aveva chiuso in attivo di pochi euro, si è presentata la mattina seguente carica di banconote.
Le cose sono andate diversamente da quanto aveva previsto: in un paio di ore aveva allegerito il suo conto corrente di quattrocento euro. Invece di fermarsi le è venuto l’impulso di continuare a giocare alla slot, per rientrare della perdita ma anche per un senso di rivalsa verso la dea bendata che l’aveva abbandonata e verso quella maledetta macchinetta che sembrava prendersi gioco di lei.
E così per la terza mattina di seguito si è presentata all’apertura del bar (che la polizia ha deciso di far restare anonimo). Ancora una pesante mazzata al conto corrente, più di seicento euro. E le prime lamentele: «Queste macchine sono truccate - ha iniziato a urlare -. Rivoglio i miei soldi indietro. Siete dei ladri».
Il barista ha cercato di calmarla e poi è tornato dietro al bancone a preparare drink e caffé agli altri clienti. Tutto risolto? Macché. La ristoratrice era tornata a casa e la mattina seguente non si era fatta vedere. Sembrava essere rinsavita ma passati un paio di giorni era tornata alla carica. Altre banconote e altre ore interminabili fatte di pulsanti schiacciati, attimi di suspance e profonda delusione.
Un altro migliaio di euro in fumo e ancora invettive verso il titolare del locale. E non solo: già che c’era aveva insultato pure il proprietario delle slot che era andato a ritirare l’incasso. Il barista, esasperato, a quel punto ha chiamato la polizia. Una volante è intervenuta per verificare quanto stava accadendo: le accuse della ristoratrice però erano infondate perché le macchinette erano regolari al 100 per cento.
Poteva finire lì invece... L’altra mattina la quarantenne si è ripresentata: ha giocato alcune ore e poi quando ha finito i soldi ha cominciato a urlare. La polizia è tornata nel locale e l’ha convinta a farsi visitare da un medico. Così ha fatto, poi è tornata a casa assicurando il dottore che avrebbe smesso una volta recuperati i suoi soldi. Più o meno ha perso diecimila euro, impossibile che se li riprenda.
Qualche mese fa all’ospedale era finita una cinquantenne per la sua mania di giocare al gratta e vinci. La donna in un solo giorno aveva speso migliaia di euro per acquistare i tagliandi. Si era fatta prendere così tanto la mano dal gioco che i suoi familiari avevano chiesto l’intervento dei medici. E i dottori avevano poi consigliato il ricovero. La cosa curiosa era che neppure la cinquantenne sapeva spiegare il perché della sua passione per i gratta e vinci. Una vera e propria malattia che le aveva fatto sperperare una somma ingente.
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