Sicurezza
Cerutti esulta: ha vinto Villafranca
Alessandra Vivoli
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Il neo sindaco Pietro Cerutti festeggia con Paola Petriccioli vedova di Fabrizio Antiga Distacca Barani di 682 voti e annuncia: la stagione dell'odio è finita
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VILLAFRANCA. Venticinque minuti. Meno di mezz'ora: tanto ha dovuto aspettare Pietro Cerutti per sapere di essere diventato sindaco di Villafranca. Un trionfo da record per il candidato della lista civica Villafranca nel cuore (sostenuta dal centro sinistra ma con all'interno anche esponenti di centro destra). Poco prima delle otto e mezzo, lo spoglio cominciava, come in tutti gli altri comuni alle 8, il candidato della lista civica Villafranca nel cuore sapeva già che era lui il nuovo sindaco. E che Lucio Barani era stato battuto, per la seconda volta a distanza da nove mesi, nel cuore della «sua» Lunigiana. Questa volta con quasi 700 voti di scarto. Un altro record: «È una gioia immensa, un risultato così non ce lo aspettavamo - ha commentato a caldo un Pietro Cerutti provato da una notte insonne - Ha vinto la mia gente, la stagione del fare su quella dell'odio». E così Villafranca ieri mattina si è svegliata in un clima di festa. Al «Gran bar», davanti alle elementari Baracchini dove si sono cominciati a sciorinare i voti dei seggi, poco prima delle dieci si comincia con i giri di prosecco, per festeggiare. Tante lacrime, di gioia. E tanti applausi che saranno il filo rosso di una lunga mattinata vissuta come una festa di paese. Senza gli sfottò all'avversario che avevano invece caratterizzato la prima vittoria, quella di nove mesi fa messa a segno dal sindaco Fabrizio Antiga, stroncato dal male dopo soli 100 giorni. Ma anche senza brindisi di piazza: Cerutti lo aveva promesso, nessuno show. Nessun attacco a Barani, anzi guai anche a dire che Villafranca è stata «debaranizzata». Lo slogan non piace al nuovo sindaco che non si è stancato di ripetere: «Dobbiamo guardare avanti, l'epoca dell'odio e delle contrapposizioni è finita». E sembra proprio che il paese la pensi già come il suo sindaco. I cori da stadio contro Barani che nel giugno scorso avevano acceso la piazza, sembrano davvero lontani. «Dopo la liberazione ora c'è la consacrazione, ci vuole maturità»: dicono in parecchi di quelli che, sotto la pioggia battente sono radunati fuori dal Comune. Intanto per Pietro Cerutti comincia la festa. Una festa senza eccessi: basti pensare che il corteo si muoverà a piedi, sotto la pioggia fino al Comune. Il pensiero più struggente quello del 18enne Jacopo Antiga, uno dei figli (l'altro è Francesco) del sindaco scomparso: «Sono convinto che mio padre ci ha dato una mano». L'abbraccio più lungo e più intenso per Cerutti è con la moglie, Midre Pagani che gli corre incontro con un fascio di rose blu. Poi il neo sindaco viene portato in trionfo, prima dentro alla scuola, quando ormai i risultati evidenziano una forbice con Barani sempre più grande. C'è giusto il tempo per un breve discorso, prima di entrare in Comune: «Parlare non è il mio forte - dice Cerutti - ma questa volta devo proprio farlo, per ringraziarvi tutti quanti: non mi aspettavo un risultato di queste dimensioni». Accanto al neo sindaco l'ex consigliere regionale del Pd Anna Annunziata fa un'analisi politica del voto. «Questa vittoria è la dimostrazione del buon governo di 7 mesi di amministrazione - spiega - È stato premiato un candidato e la sua squadra, gli individualismi non sono passati. È finita la stagione delle contrapposizioni e dei mortaretti: adesso dobbiamo solo guardare ai prossimi cinque anni con serenità, con l'obiettivo di risolvere i problemi di Villafranca». Ed è quello che chiede la gente. Quella che rimane in piazza fino all'una. E non si lamenta perché manca lo spumante: «Va bene così, tanto ora si va a mangiare».
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