Il Tirreno

CLANDESTINI TRUFFATI

Immigrati contro la Prefettura

Immigrati contro la Prefettura

Lo avevano annunciato e sono stati di parola. Oggi pomeriggio alle 16 gli immigrati si incontreranno davanti alla Prefettura. Un vero e proprio presidio per fare chiarezza su quanto accaduto a decine di clandestini: migliaia di euro sborsate per essere regolarizzati come colf e badanti e la scoperta di essere finiti in una truffa

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MASSA. Lo avevano annunciato e sono stati di parola. Oggi pomeriggio alle 16 gli immigrati si incontreranno davanti alla Prefettura. Un vero e proprio presidio per fare chiarezza su quanto accaduto a decine di clandestini: migliaia di euro sborsate per essere regolarizzati come colf e badanti e la scoperta di essere finiti in una truffa. Ieri intanto hanno cominciato a far girare dei volanti, a Carrara. Pesanti le accuse: «Protestiamo contro la mancanza di reazione da parte della prefettura di Massa-Carrara per la risoluzione delle truffe di cui sono state vittime molti immigrati».

Oggi con a far sentire la propria voce saranno in tantissimi, 500 secondo Bamba Dieye, il presidente di "Culture Migranti" che, con la collaborazione dell'Assemblea Antifascista e Antirazzista, ha promosso e organizzato il presidio. Bamba Dieye, senegalese, due lauree, conta sulla partecipazione trasversale dei cittadini e delle forze politiche: «Per la tutela dei diritti. Arriveranno tantissime persone - garantisce -, anche da altre città, ad Albenga hanno addirittura organizzato un pullman». Perché la notizia di un'agenzia che "dava una mano" con i permessi di soggiorno si era diffusa e a Massa sono arrivati immigrati un po' da tutta Italia. «Io spero - prosegue il presidente - in una manifestazione che coinvolga tutto il mondo della politica, e invito tutti a partecipare».

In un comunicato la richiesta dell''associazione: «Il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione di 6 mesi così come previsto dalla circolare del 20 agosto del 2007 che stabilisce la possibilità di ottenere un permesso temporaneo in caso di sopravvenuta indisponibilità del datore di lavoro, così come è avvenuto a Verona e in altre città d'Italia». Non solo: secondo gli immigrati, la prefettura è anche colpevole di aver taciuto l'iter proposto dal Viminale per le regolarizzazioni alla fine del 2009. Mentre gli extracomunitari scendono in piazza, la procura è al lavoro per cercare di capire come era articolata la truffa. Il sostituto procuratore che ha in mano l'indagine, Rossella Soffio, sta cercando di capire quali sono gli ingranaggi di questa vicenda. Tutto ruota intorno alla società, la presunta agenzia che, dietro pagamento, si era impegnata a procurare i permessi di soggiorno agli immigrati clandestini. Una cooperativa, con sede a Marina di Carrara, che in realtà risulta in liquidazione da anni. La società si costituisce nel luglio del 1999 e si occupa principalmente di volantinaggio. Lavora fino al 2001. Da allora più nulla, non vengono presentati neppure i bilanci. Ma il pm sta cercando di capire altro. Ci sono persone che hanno scoperto di avere alle dipendenze immigrati a lro insaputa. Chi ha fatto i loro nomi indicandoli come datori di lavoro? È possibile che la cooperativa riuscisse a eludere i controlli oppure c'era qualcuno che favoriva le pratiche che arrivavano da quella agenzia? E se c'era qualcuno che favoriva le pratiche, chi è e quale ruolo ricopre? Non semplice l'inchiesta, insomma. Anche perché c'è da accertare un altro punto: gli extracomunitari erano all'oscuro di tutto oppure qualcuno sapeva che facendo così riusciva a ottenere il permesso senza troppi problemi?

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