Il Tirreno

IL PDL CARRARESE

«Il 30,5? Una buona base, ora puntiamo a conquistare il Comune»

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 CARRARA. Claudio Vinazzani, coordinatore comunale del Pdl, guarda il dato elettorale e si dice soddisfatto: il Pdl è lontano, a Carrara, dal 36,1 delle politiche e, meno, dal 32,8 delle europee che lo aveva incoronato come primo partito, ma comunque si attesta al 30,5, riconfermando sostanzialmente (se si fa la somma di Fi e An) i voti del 2005: «Abbiamo avuto il risultato che ci aspettavamo - spiega Vinazzani - sapevamo che in questa consultazione sarebbe stata molto difficile la partita sia in provincia che in Toscana; pertanto, io credo che questo dato superiore al 30% sia una base di partenza, lo dico fin d'ora, per pensare seriamente alle prossime comunali e tentare di conquistare palazzo civico. La base è forte, ora bisogna creare quella struttura di base e quella forza sul territorio, per andare alla conquista - ribadisco - del Comune. Cercheremo alleanze, penseremo delle strategie e soprattutto dovremo costruire il radicamento vero sul territorio del Pdl. La novità è proprio questa: dobbiamo ragionare davvero come Pdl, chi sperava, attraverso queste elezioni, di sconfiggere Berlusconi o il suo progetto del Pdl, è rimasto scottato. Per noi era già in preventivo che sarebbe stato così, ora c'è anche il risultato delle urne, e quindi da subito dopo le regionali, avremo il tempo di lavorare in prospettiva delle amministrative comunali, in modo da non arrivarci come avevamo sempre fatto finora, all'ultimo momento. Dico quindi - prosegue - che cercheremo anche un candidato che rappresenti la città e che attraverso le opportune convergenze e alleanze possa diventare il primo sindaco del centrodestra».  Silvia Vanelli è ugualmente contenta: «Rispetto alle regionali siamo cresciuti; certo - aggiunge - la cosa singolare è che qui a Carrara, almeno a parole, si lamentano tutti, poi continuano a votare alla stessa maniera. Però, ripeto, non mi posso lamentare del responso delle urne. Ora abbiamo due anni per cercare di fare capire ai nostri concittadini perché bisognerebbe cambiare; anche perché una buona democrazia ha bisogno dell'alternanza, e allora dico ai carraresi: provateci».

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