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Cna: il marchio del marmo includa i lavorati Solo per i blocchi sarebbe un boomerang
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Operai al lavoro in cavaSì al marchio del marmo ma solo se comprenderà anche i semilavorati e prodotti finiti. E' la posizione della Cna di Massa Carrara e di Lucca, in vista del documento programmatico del distretto lapideo, oggi in discussione
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CARRARA. Sì al marchio del marmo ma solo se comprenderà anche i semilavorati e prodotti finiti. E' la posizione della Cna di Massa Carrara e di Lucca, in vista del documento programmatico del distretto lapideo, oggi in discussione. Infatti il documento sarà sul tavolo del comitato di indirizzo. «Basta con i campanilismi», dicono Cna della nostra provincia e di Lucca. Cna chiede di fermare le lotte interne e di lavorare «per il bene delle aziende e del territorio» lasciando da parte i campanilismi. E' pronta a sposare anche il progetto del marchio del marmo ma - spiega Daniele Cardini, rappresentante Cna all'interno del distretto - «si deve trattare di un marchio più ampio, e non solo per i blocchi. Devono essere compresi semilavorati e prodotti finiti o la nostra filiera è destinata a scomparire. Rischiamo di ritrovare sul mercato prodotti lavorati in altri paesi con il nostro marchio. Un marchio del marmo solo per i blocchi è un boomerang». La Cna ritiene «necessaria una strategia di rilancio, e il distretto in questo senso, ha tutte le carte in regola e le competenze per attuarla». Il collega apuano Antonio Chiappini auspica uno «sforzo di tutti per arrivare all'approvazione delle linee strategiche. E' un momento importante - sottolinea - per definire una volta per tutte quelle che saranno le intenzioni. C'è la nostra disponibilità a portare in porto questo delicato documento. Ci auguriamo che così faranno anche tutti gli altri soggetti del distretto».
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